Le mie risposte alla domanda di Facebook: «A cosa stai pensando Acreàstro?»

Testi da Facebook, qui riletti e corretti

28 gen ’24 — Se «Viva il lupo!», come risposta a «In bocca al lupo», è una delle trovate imposte dal politicamente corretto, è l’unica che io avalli. «In bocca al lupo» è un augurio che, per esempio, la salute torni prontamente, che un desiderio o un progetto si realizzi,… Se, in risposta, ci si augura che il lupo crepi, si esprime l’auspicio che la salute o il desiderio o il progetto,… vada a farsi benedire, nel senso negativo. Con «Viva il lupo!», come risposta, si concede all’augurio il tempo di realizzarsi. Che poi è raro che un augurio si concretizzi, è un altro paio di maniche. Come i lupacchiotti, i lupetti o i lupatti devono restare in bocca al lupo o alla lupa, finché il genitore o la genitrice non li depone in un luogo sicuro, nella loro tana, così gli auguri devono rimanere vivi e custoditi nell’aria («in bocca al lupo»), finché non si realizzino.

28 gen ’24 — Gesù: «Non versate il vino nuovo nell’otre vecchio!». Allora l’otre vecchio scoppiava, se ci si versava il vino nuovo. Gesù era davvero «Figlio di Dio»? Sì, ma in senso ebraico, cioè «Dio posseduto dall’Uomo», dopo anni e anni di giornaliero o bigiornaliero «rientro in sé» (un particolare tipo di Meditazione, forse la «Scienza» che Egli rimproverò agli ebrei di avere usurpato, di non averla praticata e di aver proibito che altrui la praticassero…). Per gli ebrei, i Figli dell’Uomo, ossia le persone possedute da Dio, erano i re, i profeti, gli unti, cioè coloro che non si preoccupavano veramente di sviluppare la loro «immagine e somiglianza di Dio». Erano accettati dagli ebrei che, invece, ritenevano bestemmiatori i Figli di Dio. Eppure gli ebrei scrissero che l’uomo è stato creato «a immagine e somiglianza di Dio», ciò vuol dire che ogni persona deve adoperarsi per sviluppasi in Dio. In senso pagano, il figlio di dio nasce da una umana ingravidata da un dio (anche viceversa, forse, ovvero da una dea messa incinta da umano). In realtà, era premura compassionevole verso una donna stuprata, giovane o meno (e o lo stupratore), che avrebbero lapidato… Il Cristianesimo è, purtroppo, una religione non voluta da Gesù. Inoltre, la si è paganizzata al massimo, per cui non riusciremo più, o non facilmente, a ritrovare, nell’otre vecchio, Gesù: il Vino Nuovo! Spero che l’otre vecchio (il paganesimo) scoppi presto, per ritrovare il vero Gesù!

28 gen ’24 — Ò rivisto, non dall’inizio, «The Reader», film drammatico di Stephen Daldry, USA, anno 2008. Uno dei film per non dimenticare… La pellicola mi à fatto riemergere un pensiero, forse finora mai espresso, riguardante il motivo per il cuale il popolo ebraico si fa odiare, addirittura dal suo stesso dio, fin dal peccato originale commesso dai primi ebrei: Adamo e Eva. Occorre partire da molto lontano, anzi dall’origine dell’umanità. Fino a poche settimane fa si credeva che la Terra avesse circa 4 miliardi di anni; e l’universo circa 13 miliardi. Ora, grazie al telescopio James Webb, si afferma che il big bang (il sarcastico «grosso botto»), ottenuto in laboratorio, la materia oscura e il tempo non esistono, e si dice, un po’… troppo irriflessivamente, che l’universo à il doppio degli anni, cioè circa 26 miliardi; di conseguenza, anche l’età terrestre e, perciò, l’età di tutti gli elementi storici finora conosciuti si raddoppiano. La Terra à ora circa 8 miliardi di anni… Perché ò scritto «un po’… troppo irriflessivamente»? Be’, se si riflettesse un pelino di più sull’affermazione che il big bang e, cuindi, il tempo non esistono, non ci si masturberebbe più matematicamente per trovare, a ogni costo, un altro ipotetico risultato. Big bang e tempo non esistono (e alcuni l’ànno sempre intuito e detto!), per cui, almeno per cuanto riguarda date, età e forse anche altro, è diabolico insistere nel datare ogni fenomeno. L’inizio o l’origine non esiste e cuesto ci toglie il respiro, fa andare in panico, uccide perfino. L’uomo à bisogno di figure geometriche, come minino unilaterali, fuori delle cuali c’è il vuoto nel cuale si «cade»… Se ora la Terra à circa 8 miliardi di anni, si raddoppia anche il numero dei cicli polari che, perciò, sono ora (età del nostro pianeta divisa per la circonferenza): poco più di 200 (112 x 2); ma, se il tempo non esiste, sono un’infinità. Un ciclo dura 40.075.000 anni, cioè i metri della circonferenza terrestre, poiché il poli si spostano di circa 1 m l’anno, in senso orario, come una lancetta del vecchio orologio; e, a metà ciclo, si ritrovano capovolti. Pertanto il cambiamento climatico è ciclico e naturale. Si vuole disincuinare? Lo facciano, e anche in fretta, i veri contaminatori, ma senza brandire lo spauracchio del cambiamento climatico. Torniamo all’origine dell’odio verso gli ebrei. Immagino che l’ebreo creatore del racconto dell’eden odiasse tutti i popoli, tanto da ignorarli, anche se con Caino che, emigrando, troverà moglie, un’abitante del paese dove egli sarà accolto, l’autore, sempre lo stesso o un altro, alluderà al fatto che la Terra era già popolata anche di esseri umani e, perciò, di altri popoli. L’ebreo si è inventato un dio o, facendolo suo, à rinominato il dio di un altro popolo. À immaginato che all’inizio cuesto dio avesse creato il primo ebreo, Adamo, e poi la prima ebrea, Eva. Due ebrei che sono diventati ribelli, dando a dio un motivo per «odiarli». Perciò l’ebreo stesso si è ritenuto ribelle, addirittura a dio. E egli stesso si è dichiarato «odiabile», perfino da dio, facendosi punire con la morte. Per fortuna che pure l’autore o gli autori sacri ebrei fossero umani e consapevoli del fatto che stavano inventando il primo mito ebraico. Pertanto ànno seminato i loro testi di contraddizioni che i posteri (cioè anche noi!) dovrebbero saper decifrare… Le contraddizioni sono iniziate con le maledizioni che dio à scagliato contro i due peccatori ebrei. Se le si leggono attentamente, si capisce che Adamo e Eva non erano le prime persone. La Terra era già popolata anche di esseri umani. Si era di certo nell’era dell’unico continente detto Pangea, ovvero circa 290 o 250 milioni di anni fa (oggi sarebbero il doppio: 580 o 500 milioni) e dell’unico oceano, Pantalassa. I vari popoli avevano già peccato, per cui la donna, per esempio, partoriva già nel dolore. Che cosa à detto il dio dell’eden a Eva peccatrice? Non di certo: «Ora partorirai nel dolore». Bensì: «Moltiplicherò i tuoi travagli ed i tuoi parti». Afferrate? No? Come può dire a Eva che moltiplicherà i suoi travagli e i suoi parti, lei che finora non sapeva nemmeno cosa fosse sessualmente Adamo? Il dio ebraico dell’eden (invero l’autore sacro) à elencato le varie condizioni o situazioni vitali negative subite dai preadamiti; ciò dopo che cuest’ultimi avranno commesso cuello che è forse stato il vero Peccato/Errore originale: smettere di «rientrare in sé» (di meditare; parabola del figlio prodigo)… Dalla scacciata dall’eden in poi, gli ebrei saranno perseguitati anche dal loro stesso dio. Si può credere che ogni popolo abbia una sua genesi letteraria, mitica, escludente ogni altro popolo. Ma gli scrittori sacri, essendo umani e, cuindi, contraddicendosi consapevoli o meno, come gli autori sacri ebraici, dovrebbero essere letti con più apertura mentale, per capire che invero non escludevano alcun popolo: stavano semplicemente raccontando storielle, perché allora, come… oggi?, non potevano dire la verità. E sono sicuro che già la sapevano… P.S.: il racconto biblico della creazione del mondo in sei giorni (dal taglio decisamente scientifico, per chi lo sa leggere!) è recente rispetto al testo edenico, per cui io dico «l’attuale primo capitolo della “Genesi”», e forse non si trova in tutte le edizioni bibliche… 

23 gen ’24 — Credo che la bibbia, come ogni altro libro sacro, dia le risposte in base alle domande di chi la studia, la interpreta/adatta, la traduce o, semplicemente, la consulta… Forse all’inizio esistevano i libri originali, che poi comporranno la bibbia o cualsiasi altro libro sacro; ma saranno stati studiati, interpretati/adattati, tradotti già prima di tal «poi»… Ciò che è successo e succede anche con le opere letterarie profane del passato e odierne. Poveri autori cui, spesso e volentieri, si fa dire di tutto e di più, tranne ciò che ànno scritto o inteso! Inoltre, circa la bibbia, non ne esiste soltanto una. Infatti sono tante le bibbie in circolazione, ognuna contraddicendo le altre, proprio perché ognuna è profanata da interpretazioni, adattamenti e traduzioni differenti. Fenomeno causante i vari scismi, anche tra singole persone, non esistendo una sola e unica bibbia. La bibbia tradotta nel linguaggio attuale è il massimo della profanazione… Un’altra stranezza è che i libri del vecchio testamento sono, se non tutti, cuasi tutti anonimi, anche cuando il testo è attribuito al personaggio protagonista della storia raccontata, poiché tal personaggio — Mosè, per esempio — è una creazione letteraria, cioè non è mai esistito. Ciò à permesso già dall’inizio del natale della scrittura (6-5000 anni fa — ma probabilmente da più millenni —) l’imposizione a credere che le mani scriventi siano state guidate da Dio, il cuale aveva/à/avrà invece ben altro cui pensare con tutte le sfere che non deve dimenticare di far girare nello spazio… Esempio: ammesso e non concesso che sia esistito, Abramo adorava il dio Sole Shamash dei babilonesi, essendo il patriarca nato a Ur. (Tra parentesi, Shamash diede, sulla montagna, al re Hammurabi il codice delle leggi, cualche millennio prima di darlo a Mosè). Abramo — se si legge bene — continuerà a adorare il Sole, almeno durante il viaggio verso la terra promessa… Il padre degli ebrei (?) non à mai conosciuto i sodomiti (gli abitanti di Sodoma!), poiché la città fu distrutta molto prima (mille anni prima?) durante una guerra tra i regnanti di Sodoma e Gomorra (si sospetta che le due città palestinesi siano state cancellate da un’arma atomica). La storia dei sodomiti, nel senso di omosessuali, è un’invenzione dell’autore biblico, anonimo o meno, per dire tutt’un’altra cosa, e cioè che se Dio dovesse sterminarli, dovrebbe annientare l’intera umanità, poiché neppure i bambini si salvano… Cioè chi à scritto sapeva benissimo che soltanto lo sterminio dell’intero genere umano potrà cancellare l’omosessualità, che rimarrebbe però nei regni vegetale e animale. «Dio» non considerò l’intercessione di Abramo, poiché neppure un bambino era esente dal «peccato».

22 gen ’24 — Se il Nulla è nulla, allora non c’è alcun bisogno di crederci. Si è sicuri che non esiste. Ma anche se il Nulla non è nulla, non occorre crederci. Si è sicuri che esiste, essendo l’Insieme dei semi invisibili del Tutto visibile. Altrimenti il Tutto, di cui tuttavia gran parte rimarrà forse sempre invisibile, non esisterebbe, come senza il seme visibile, poi occultato, non esisterebbe alcun individuo vegetale, animale, umano. Ma l’uomo discende dallo scimpanzé. Falso! Semmai da uno degli spermatozoi dello scimpanzé! Il Nulla è, appunto, l’Insieme dei semi invisibili che àn dato, danno e daranno origine al Tutto visibile e «invisibile». «Nulla» altro non è che il nome scentifico di Ciò che religiosamente o comunemente veniva chiamato «Dio». L’unico errore è averLo antropomorfizzato. Ciò che lo scenziato e l’ateo negano, consapevolmente o meno, è proprio l’antropomorfizzazione di Dio. Ma, se non stanno attenti, rischiano anche loro di antropomorfizzare il Nulla, il Vuoto, il Tutto per i cuali si sarà pronti a ardere sul rogo chiuncue non vi creda. Infatti accade già da secoli, senza voler rendersene conto.

20 gen ’24 — √ Ogni parola dovrebbe avere un solo e unico significato, ne risulterebbero una comprensione immediata e, dovendo inventare continuamente altre voci, una lingua in continuo arricchimento. √ Per ricordare, stasera Rete4 di Mediaset manda in onda tre film… Per ricordare che cosa e, soprattutto, perché, visto che la storia continua a ripetersi, senza nulla, assolutamente nulla insegnare?

20 gen ’24 — √ Ogni parola dovrebbe avere un solo e unico significato, ne risulterebbero una comprensione immediata e, dovendo inventare continuamente altre voci, una lingua in continuo arricchimento. √ Per ricordare, stasera Rete4 di Mediaset manda in onda tre film… Per ricordare che cosa e, soprattutto, perché, visto che la storia continua a ripetersi, senza nulla, assolutamente nulla insegnare?

18 gen ’24 — L’età ipotetica dell’Universo (U) e della Terra (T). Fino al 2022-23, l’U aveva ipoteticamente circa 13,7 miliardi di anni; dal ’22-’23, ne avrebbe il doppio / circa 26,7 miliardi. Idem la T: circa 4,5 miliardi / circa 8,5 miliardi. L’U aveva 13.700.000.000 di anni. La T, 4.500.000.000. La circonferenza della T (cT) è di 40.075.000 metri. I poli della T si spostano di circa 1 metro l’anno, completando il ciclo in 40.075.000 anni. I poli Artico e Antartico si ritrovano capovolti a metà ciclo, cioè ogni 20.037.500 anni. I cicli effettuati dai poli della T finora sono (gli anni della T divisi per i metri della cT) 112. Se il ciclo polare fosse di 26.000 anni, significherebbe che la cT è di 26.000 metri, per cui i cicli sarebbero 173.076. Duncue, ora (2022-2023) si ipotizza che l’età dell’universo sia il doppio e cioè 26,7 miliardi di anni; lo si deduce grazie alle eresie di James Webb (che potrebbe finire arso sul rogo), lanciato il 25 dicembre 2021. Pertanto è raddoppiata anche l’età della Terra che si ipotizzava avesse circa 4 miliardi di anni; cioè ora il nostro pianeta vanta circa 8 miliardi di anni. Così si raddoppia anche il numero dei cicli compiuti dei poli Artico e Antartico: poco più di 200. I poli girano in senso orario, non come il manico del vecchio macinacaffè. Si è adottato il ciclo polare di circa 26.000 anni perché una convenzione «filosofico-religiosa» vuole nato un salvatore del mondo ogni circa 2000 anni. I poli girano in senso orario, come una lancetta del vecchio orologio, spostandosi di un metro l’anno. In realtà, l’intero ciclo polare, da Nord a Nord, dura 40.075.000 anni corrispondenti ai metri della circonferenza terrestre. A metà ciclo i poli si ritrovano capovolti. Cuesto capovolgimento, che non è una mia fantasia, se avvenisse ogni 13.000 anni, sarebbe un evento improvviso e, perciò, davvero apocalittico. Duncue, i poli terrestri si spostano di circa un metro l’anno per un ciclo di 40.075.000 anni, e fino adesso i cicli sono stati 112. Cuest’ultimo numero, anche non raddoppiato, fa capire perché le affermazioni scentifiche sono effettivamente ipotesi, per cui nessun vero scenziato pretende che si creda ingenuamente all’affermazione «la scenza dice». Gli scenziati non asseriscono: ipotizzano, suppongono, deducono,… come tutti. Finché non emerge la smentita, si permettono di affermare… Lo facciano pure! Ma non è come affermano. E anche se non potrò dimostrarlo, non si à alcun diritto di tapparmi la bocca. Tuttavia sono sicuro che gli scenziati non lo fanno; lo fa chi crede beatamente a «la scenza dice». Almeno io alimento i dubbi…

15 gen ’24 — «Film panettone sessisti». Ò capito bene? Più in basso di così non si può cadere. Definite «sessismo»! Per me è l’ennesima sostituzione di una parola precisa, esatta,… In cuesto caso, si tratta, sempre per me, del termine «pornografia». Ma no! Dite? Il termine sessismo «viene coniato a cavallo» (non è un’espressione che discrimina la donna? Pertanto, da oggi in poi si dica «a cavalla»!) «tra gli anni 60 e 70 dalle neofemministe». Come sempre, non soltanto si inventa una parola (come «sessismo», cui io darei il significato di troppo sesso, perciò pornografia), ma le si dà anche un significato che dista anni-luce dalla parola stessa; per esempio, è successo con la voce «pedofilia». Si è talmente coinvolti, nella ludica tendenza di stravolgere il significato delle parole, che non si capisce che col vocabolo «pedofilia», cui si è dato tale e cuale il senso di pederastia, si legalizza cuest’ultima. Già era sbagliato il senso che si è finiti per dare al termine «pederastia». Pederasta era e rimane la persona, maschio o femmina, che aveva e à rapporti erotici (sessuali) con i minorenni, siano o no del suo stesso sesso. Pertanto la pederastia nulla spartisce con l’omosessualità maschile, alla cuale si è assimilata. Ai tempi che furono la pederastia era lecita, considerata perfino un’iniziazione, per fanciulli e fanciulle, al mondo degli adulti. Poi è diventata un reato. A parte il fatto che la voce «pedofilia» potrebbe essere davvero un neologismo e significare ciò che vuol dire «cinofilia», ma riferendosi ai minorenni umani (va rammentato che il singolare collettivo maschile [esempio: l’uomo o il genere umano] e il plurale maschile sono onninclusivi, al contrario del singolare collettivo femminile [la donna] e del plurale femminile che escludono il genere maschile!) — la pedofilia è pederastia non consumata. Il pedofilo è chi si strugge di fantasia, di desiderio, ma non passa all’atto, come in «Morte a Venezia». Pertanto, condannando la pedofilia, si libererà la pederastia (cuesto era forse lo scopo di chi à coniato il neologismo, tirandone per i capelli il significato). E torniamo ai «film panettone»! Ne ò visti pochi, tre o cuattro. Ma definirli sessisti, nel significato di veicolanti la «tendenza a valutare la capacità o l’attività delle persone in base al sesso, ovvero ad attuare una discriminazione sessuale», mi sembra più che assurdo. Anzi, sono film che denunciano l’«innata» debolezza maschile: l’uomo che si lascia menare per il naso dalla donna. Sessiste sono le donne neofemministe che vorrebbero tornare al matriarcato. Cualcuno dice che il matriarcato non esiste e non è mai esistito in alcuna cultura; altri, che si mise fine al matriarcato tra il 4000 e il 2800 a.C., ciò significa che l’umanità era matriarcale fin dall’inizio (vi si allude nella bibbia con Eva che si ribella). Poi, forse la stessa femmina umana capì che senza il maschio non sarebbe esistito il genere umano. Così è sorto, secondo me, il patriarcato, grazie a tale presa di coscenza femminile. Che maschi e femmine o femmine e maschi — è poi la stessa cosa! — debbano ancora crescere, nel senso di diventare davvero esseri umani, è indubbio; ma tornare al matriarcato è contro natura. Il veterofemminismo stava riuscendo a costruire una socetà più ecuilibrata, di parità sessuale, sì, ma nel senso dei vari diritti umani e sociali. Poi, arrivò il neofemminismo a rovinare tutto. Cuesto, forse, perché le veterofemministe, persone anche di sesso maschile, impegnate seriamente nella missione di salvare l’umanità, ànno trascurato l’educazione delle figlie e anche dei figli… Ma ritorniamo ai «film panettone», chiedendoci perché si chiamano così e non «film cornetto», per esempio? Perché sono film che escono nel periodo natalizio. Tutto cuì? Non perché anche la forma del panettone ricorda il membro virile? In conclusione, basta con ’ste crociate politicamente corrette che non cambieranno in meglio il mondo, anzi; salvo se cueste sortiranno reazioni contrarie, ossia positive, ma ciò non è dato sapere e lo dice anche la scenza: «La reazione a un’azione può essere uguale o contraria», cioè non si sa…  

14 gen ’24 — L’opera «Seul sur Mars» — titolo francese, da me tradotto così: «Da solo su Marte»); il titolo originale è «The Martian» («Il Marziano»); in italiano, «Sopravvissuto – The Martian»; il titolo più aderente è cuello francese: «Seul su Mars» («Da solo su Marte») — è un film americano di fantascenza di Ridley Scott, uscito nel Regno Unito nell’anno 2015, adattato dal romanzo omonimo, «The Martian» («Il Marziano»), dell’autore americano Andy Weir (2014). L’ò rivisto, già cominciato da un bel po’, atterrandovi per caso, pigiando sul telecomando. Cuando dicevo che anche la missione su Marte sarà fasulla, mi riferivo inconsapevole a cuesto film che avevo dimenticato di aver visto, forse in italiano. Se ancora non l’avete visto, non perdetevelo! A me dà l’occasione per parlare della rotazione. Cuella terrestre è «attualmente» di circa 1700 km/h. Perché «attualmente»? Perché se è vero — e sono sicuro che lo è, pur non avendo io le prove — che esistevano la Pangea (l’unico continente) e la Pantalassa (l’unico oceano), la velocità alla cuale girava su sé stessa la Terra doveva per forza essere maggiore, fors’anche il doppio o il triplo (3400 km/h o 5100 km/h). Da ciò deduco che la causa prima dei terremoti non sia «il brusco rilascio di energia lungo fratture presenti nella crosta terrestre. Per il costante movimento delle placche tettoniche, enormi sforzi si accumulano continuamente nelle masse rocciose su entrambi i lati della frattura». Cuesto costante movimento è l’effetto che diventa la concausa o la causa seconda il cui effetto sono i terremoti; idem per i maremoti o tsunami. La causa prima è il momentaneo aumento (forse a volte la momentanea diminuzione) della rotazione. La rotazione, ovvero la velocità cui girano su sé stessi i vari corpi celesti, compresi gli asteroidi, è la causa prima per cui un corpo celeste non si polverizza… Gli asteroidi si dicono anche «pianetini» poiché le loro dimensioni variano dai 3-400 metri ai 900 chilometri. Inoltre la rotazione fa mantenere ai vari pianeti la rispettiva traiettoria. Se momentaneamente la rotazione di un asteroide diminuisce di colpo di parecchi km/h, esso precipita e o si frantuma, dando origine ai meteoriti (immagino, ma mi pare ovvio). Cuindi le piccole cause prime esistono. Così come esiste la grande, infinita Causa prima; ma cuì non è l’Argomento, il Soggetto, l’Oggetto o il Tema. Cuì parlo delle piccole cause prime (che, però, sono gli effetti e le concause della grande, infinita Causa prima). Gli scenziati, di proposito o obbligati da persone dall’ambiguo potere, trascurano la piccola causa prima. Per esempio, la pubblicità dice che la causa (prima) di un dolore fisico è l’infiammazione; allora ecco una pastiglia o una pomata che allevierà il dolore fisico e combatterà l’infiammazione, ma soltanto per, si noti bene!, 6 o 8 o 12 o 24 ore. Dopo? Non è chiaro? Dopo 6 o 8 o 12 o 24 ore, bisognerà ricorrere alla pillola o alla crema. Cioè non si sono curati il dolore fisico e l’infiammazione che sarebbe la piccola causa prima del dolore fisico. Ma lasciamo perdere cuesto discorso, poiché volevo dire altro! Dato che la Terra gira su sé stessa a circa 1700 km/h, di ovvia e, perciò, di naturale conseguenza anche l’essere umano (creato da «Dio», cuindi senza ombelico, o generato da «alieni», pertanto con ombelico) gira, e forse perfino su sé stesso — altrimenti non esisterebbe —, a tale velocità: una velocità davvero straordinaria, dal momento che crea in ogni essere vivente la Grande Illusione, e cioè cuella di essere fermi! E vengo al duncue: si è sicuri che all’uomo, uscito dall’atmosfera terrestre che gira anch’essa a 1700 km/h, e «atterrato» sulla Luna, su Marte o su un cualsiasi altro pianeta del nostro sistema solare o perfino di un altro sistema solare, non succederà di sentirsi, come minimo, spaesato per la differente velocità rotazionale del nuovo corpo celeste; e, come massimo, di morire frullato; o afflosciato come un vaso il cui tornio è stato drasticamente rallentato? Secondo me sì, e se ne è consapevoli. Ecco perché, visti i problemi di salute (malattie e andicap, non solamente fisici) che colpiscono gli astronauti, le missioni delle navicelle spaziali saranno condotte sempre più senza uomini o donne o animali a bordo.

13 gen ’24 — Ammesso e non concesso che l’uomo sia davvero allunato, se invece fosse per una cuestione di salute, cioè di malattia e andicap, che le missioni delle navicelle spaziali verso la Luna e oltre vengono e verranno sempre più condotte senza persone a bordo? «Al ritorno sulla Terra, le ossa indebolite degli astronauti risultano più fragili e a maggior rischio di frattura. Le ossa sono strutture viventi che si rimodellano costantemente in risposta allo stress a cui sono sottoposte. Proprio come i muscoli, se le ossa non sono usate, si indeboliscono… Inoltre, successivamente al rientro da lunghe missioni spaziali, molti astronauti soffrono di problemi alla vista. Una sindrome misteriosa sta compromettendo la vista agli astronauti a bordo della stazione spaziale internazionale causando una miopia che permane per mesi, anche dopo il rientro a terra. Il problema è così grave che due terzi degli astronauti riferisce di aver avuto disturbi alla vista dopo lunghe permanenze in orbita. Qualche passo avanti nella comprensione del problema è stato fatto e non depone a favore delle lunghe missioni, come quella prevista per arrivare su Marte». Forse si starà lavorando per scoprire una medicina e anche per fabbricare una particolare lente, al fine di prevenire tali deplorevoli inconvenienti… Oggi — pur consapevole di essere una frana in matematica, ma anche del fatto che non è la matematica in sé a non essere un’opinione, bensì unicamente il risultato, sempre che non si sbagli a calcolare; invece tutto ciò che lo precede e non riguarda cose materiali, concrete, visibili a occhio nudo, è soltanto un’ipotesi, perciò un’opinione —, mi personifico in James Webb e sproposito: non comprendo, e mi rifiuto di farlo, che senso abbia lasciare il nostro sistema solare, la cui Stella vivifica tra circa 4 miliardi di anni collasserà, per cercare, indietro nel tempo, un altro sistema solare che, essendo più vecchio, morirà prima di circa 4 miliardi di anni; a meno che non si vada nel futuro e non si trovi un sistema solare più giovane del nostro, magari ancora privo di orme umane. Soltanto in cuest’ultimo caso, guadagneremmo 4 miliardi di anni di vita. Siete voi che fate i calcoli, io li riporto. Pertanto ogni altro tentativo di deflorare lo spazio infinito, senza tempo e mai deflagrato in alcun grosso botto, è sadomasochismo e un vero e proprio suicidio. Se vi si vuole andare per un’insolita passeggiata, lo si faccia a proprio rischio e pericolo e senza sperperare un centesimo, poiché i soldi sono vitali ai terrestri, anche se, per consolarsi, dicono il contrario! Ma dal momento che ora si sa che il tempo non esiste e che non c’è stato alcun grosso botto (big bang), si cominci a pensarsi eterni e a raggiungere l’immortalità fisica! Soltanto allora ci si potrà spostare in cualsiasi angolo spaziale (modo di dire, poiché lo spazio non à angoli, essendo privo di inizio e di fine), senza subire alcuna conseguenza, né patogena né mortale. In conclusione, si usi la matematica concreta per contare le carote o altro di cui si à davvero bisogno cuì e ora, perché è soltanto nell’eterno Presente che si possono migliorare ciò che è stato e ciò che sarà.

10 gen ’24 — Il telescopio James Webb (JW), creato dall’uomo, oltre a «dirci» che il tempo e il «big bang» (un’espressione sarcastica — «grosso botto»! —) non sono mai esistiti, «afferma» che non esiste neppure la materia oscura («in cosmologia, con “materia oscura” si definisce un’ipotetica componente di materia che, diversamente dalla materia conosciuta, non emetterebbe radiazione elettromagnetica e sarebbe attualmente rilevabile solo in modo indiretto attraverso i suoi effetti gravitazionali»; N.B.: «ipotetica»!). Il che significa che io, idiota, cioè apolitico, ò ragione cuando dico che gli scenziati, oltre a inscatolare sé stessi nei loro schemi, pretendono, come i negativi oscurantisti medievali, che l’uomo non debba discutere le loro asserzioni. E sono felice perché a «discuterle» e a «dirle» pretenziose è, guarda caso!, proprio una loro invenzione; come dire: si sono appena fregati con le loro stesse mani. E era ora! Chi li à spinti a inventare JW? Da ora mi autorizzo a essere ancora più idiota (apolitico). Magari JW o uno dei suoi successori «confermerà» l’esistenza di «Dio», la Causa prima onniessente, perciò onnipresente, da tempo negato con terrificante accanimento. A me JW sussurra nell’orecchio: «Devi sapere, ma forse già lo sai, che gli scenziati riconoscono i loro limiti e la loro impotenza nello scoprire l’esistenza di Dio, anche perché, Dio essendo tutto, è già scoperto. Non possono né affermare né negare la sua esistenza; tuttavia ciò significa non che sono incapaci di scoprirla, ma che non ànno ancora trovato l’angolazione giusta da cui procedere verso la Scoperta. Intanto la comunità scentifica dovrebbe riammettere, ormai post mortem, Fred Hoyle (1915-2001), espulso per la sua sarcastica battuta “big bang!” (“grosso botto!”)». Tra l’altro il «nostro» universo non à più età, di conseguenza né la Terra né l’uomo. La matematica à di esatto, perciò di non opinabile, unicamente il risultato: tutto ciò ce lo precede è semplice opinione.

09 gen 2024 — «Almeno a partire dal primo secolo a.C.,…» — il che vuol dire anche fin dalla notte dei tempi — «…, l’uomo è stato affascinato dalla possibilità di creare macchine in grado di simulare il cervello umano». Senza cuesto e molti altri antichi, fors’anche antichissimi diabolici affascinamenti, oggi ci staremo ancora chiedendo se mangiare o no la deliziosa mela edenica… Cioè non tiriamocela troppo!

09 gen 2024 — Come minimo dal 1980, siamo prese Intelligentemente per il civile ricorrendo all’Artificio. L’IA «si inizia ad usarla già dagli anni ’80, ma oggi più che mai risulta essere uno strumento essenziale nella creazione di contenuti audiovisivi e cinematografici». Io sospetto che la si usò già per l’allunaggio, dato che «almeno a partire dal primo secolo a.C., l’uomo è stato affascinato dalla possibilità di creare macchine in grado di simulare il cervello umano. Nell’epoca moderna, il termine intelligenza artificiale è stato coniato nel 1955 da John McCarthy. L’intelligenza artificiale ha una data di nascita ufficiale, il 1956, l’anno del famoso seminario estivo tenutosi presso il Dartmouth College di Hanover nel New Hampshire durante il quale la nuova disciplina venne fondata programmaticamente, a partire dalla raccolta dei contributi sviluppati negli anni precedenti e in direzione delle potenzialità future. Questa data di nascita convenzionale, sulla quale vi è accordo unanime nella comunità scientifica, potrebbe far pensare che la questione delle origini potesse considerarsi definitivamente risolta. Tuttavia, quando si parla di storia dell’intelligenza artificiale non si comincia descrivendo gli sviluppi successivi al 1956 ma si fa riferimento anche alla cibernetica e all’avvento dei primi calcolatori elettronici. Si citano inoltre Charles Babbage e la sua macchina analitica, Gottfried Wilhelm Leibniz e il suo progetto di meccanizzare la ragione, risalendo fino alla macchina logica di Raimondo Lullo e agli automi semoventi di Erone di Alessandria. Sarebbe però fuorviante tentare di risolvere la questione considerando tutto ciò che avvenne prima del 1956 come un precorrimento dell’intelligenza artificiale. In primo luogo perché una parte della ricerca informatica degli anni Cinquanta del XX sec. è, a buon diritto, aspetto essenziale e fondante dell’intelligenza artificiale». L’allunaggio non avvenne nel 1969?

09 gen 2024 — L’autore (chi?) del primo capitolo biblico attuale (cioè recente rispetto agli scritti edenici) narrante la «creazione del mondo» avvenuta in 6 giorni (da intendere in sei lunghe ere, ognuna di minimo 1000 anni) — capitolo forse non incluso in tutte le versioni e le edizioni bibliche —, è molto più avanti dei nostri scenziati, se saputo leggere, ovvio. Egli risulta un vero scenziato. Dopo le tenebre, egli è partito dalla formazione della Terra per un’ovvia ragione: è dal nostro pianeta che parte ogni pensiero conducente a una scoperta. Il suo sapere, se compreso, abbraccia ogni aspetto, perfino cuello botanico e sessuale. E ai prototipi umani…, forse due («maschio e femmina LI creò), oppure cuanti i continenti, e cioè sei; sei ermafroditi autofecondantisi («maschio e femmina LO creò» — versione preferita da me e da san Giovanni Paolo II) —,… nulla era proibito: «Crescete,…» (per cui erano nati bambini) «…, moltiplicatevi» (non schioccando le dita), popolate la terra e… signoreggiate…!» (cioè siate i signori della creazione!). Non esistevano né dei (con il pluralis maiestatis in «Facciamo l’uomo» lo scenziato, l’autore del testo!, si è riferito alle leggi universali); né luoghi cinti da mura («paradiso» significa proprio «luogo contornato da mura»), né frutto proibito, né proibizioni; di conseguenza non vi si intravede alcun castigo. Perciò anche gli esseri umani potevano accoppiarsi sessualmente e generare. Ciò che nell’ormai secondo capitolo (cuello della creazione del paradiso Eden e di Adamo e Eva) è mortalmente proibito: «Il giorno in cui ne mangerai, morirai di morte». Con l’aggiunta dell’attuale primo capitolo, si è declassato a secondo capitolo lo scritto edenico, per cui anche il significato dell’ormai secondo scritto biblico e dell’intera bibbia non è più cuello che era stato dedotto prima. L’attuale primo capitolo biblico, se saputo leggere, prospetta la vera salvezza del mondo, perciò dell’umanità. Un Peccato Originale, cuello vero!, c’è stato, ma nulla spartisce con la disubbidienza a un divieto «divino». L’uomo è liberissimo di fare e sfare tutto ciò che vuole; ma, per fortuna, ogni azione produce un effetto, lo asserisce anche la nostra benamata scenza. Il vero Peccato Originale è descritto, ma in modo troppo immaginoso, nella parabola evangelica del figlio prodigo, e cioè l’Errore di avere abbandonato la Pratica del «rientro in sé»: un bisogno inizialmente fisiologico, diventato una scelta personale, perciò ritenuta futile, cuando, dopo generazioni, è andata effettuandosi la differenziazione sessuale. Il vero Peccato Originale fu commesso prima dai maschi, datori per natura, ma poi anche dalle femmine. E così, col passare del tempo, la creazione tutta si è posta, matrigna (direbbe il poeta), in attesa della nostra salvezza (dirà san Paolo). Ovvero tutti, o almeno l’1 o più % dell’umanità dovrebbe riprendere, adesso liberamente — poiché non è più un bisogno fisiologico o, forse, lo è ancora… — il «rientro in sé», il primo genere di Meditazione che ormai può essere insegnato soltanto da veri Maestri spirituali. Non è facile trovarli, se non si ànno nemmeno le idee chiare per evitare di finire in una setta pericolosa, come cuella in cui incapparono, volenti o nolenti, i poveri Adamo e Eva. Se, per leggere così perfino gli scritti sacri, bisogna avere i famosi attributi o essere idiota, vuol dire che io ce li ò o che sono idiota, cioè apolitico, poiché ciò vuol dire idiota; e, infatti, sono apolitico.

07 gen ’24 — Perché, dipinti (Michelangelo Buonarroti [1475-1564], dipinto «La tentazione di Adamo ed Eva» [1509/10]) e scolpiti (Naccherino Michelangelo [1550-1622], data e titolo della scultura [?]), i primi due esseri umani, creati e non generati, vengono ritratti dotati di ombelico? Domanda lecita, ma irriflessiva. Del resto, circa 500 anni ci separano dai due Michelangelo. Oggi non si sa più né leggere né ragionare… Di certo, prima di avventurarsi nel concepimento e nel parto di cueste Opere, i Due avranno letto il passo biblico che recita che Caino, emigrato in un paese a est dell’eden, trovò moglie. Deduzione: il racconto edenico è la storia di una setta umana che voleva salvare il mondo inibendo la sessualità, inventando la storiella della creazione dell’uomo da parte di Eloah, cioè Elio, o/e degli Elohim, ossia i raggi solari, personificati dai preadamiti disorientati, come i postadamiti, noi!, incapaci di risolvere i problemi, o interessati a non farlo, per cui si creano sette anche pericolose. La setta edenica, esistita o d’invenzione letteraria, era pericolosa, poiché proibiva l’accoppiamento eterosessuale. Per fortuna che uno degli edenici l’abbia capito e abbia tentato di liberare le due cavie che, purtroppo ormai drogate con il frutto dell’«albero della vita», non ànno afferrato il «serpentino» messaggio di salvezza. In ogni caso il «Serpente» à impedito loro di morire vergini e senza discendenza in cuel giardino o in cuella cittadella cinta da mura — la voce persiana «paradiso» significa proprio «luogo protetto da mura» —. E tutte le maledizioni che Yahweh scagliò loro contro, erano banalmente la realtà vissuta dai preadamiti: realtà che si continua a vivere, nonostante si sia diventati così intelligenti da annoiarci e creare casini proprio per noia… Duncue, Adamo e Eva erano stati reclutati da alcuni «ombelicati» preadamiti, i primi o gli ennesimi illusi di aver trovato la formula salvifica. Perciò anche entrambe le cavie edeniche erano dotate di ombelico. Non per nulla, nella sua «Creazione di Adamo», Buonarroti ritrasse il presunto primo uomo «ombelicato». Il serpente ritratto con sembianze femminili sia da Buonarroti che da Naccherino, non è neppure cuesta una loro fantasia: si ispirarono al mito di Lilith, rifiutata da Adamo perché sessualmente insaziabile. Per ripicca, tentando Eva, li fece cacciare entrambi dal paradiso… Ma per fortuna, perché se davvero Adamo e Eva fossero stati gli unici esseri umani, voi e io non saremmo nati. Invece di annoiarci e piantar casini — come sembra sia successo ore fa —, leggiamo e, soprattutto, riflettiamo… 

07 gen ’24 — Esiste la Verità? Forse è soltanto l’insieme delle infinite verità. Si dice che «la Verità non fu mai detta» e aggiungo: «…, neppure  cuando si “giura di dire la Verità, tutta la Verità, nient’altro che la Verità”». E se «la Verità non fu mai detta», è forse perché non esiste; o magari è immensa, per cui ci vorrebbero miliardi di vite per dirla. Cuanto sto per dire è forse un’infinitesima parte della «Verità (che) non fu mai detta». Dire che stiamo dormendo, perciò sognando, per cui dobbiamo svegliarci, è soltanto sentimentalismo religioso, paragonabile all’estremismo, al terrorismo. No, non stiamo né dormendo né sognando. Cuando dormiamo, dormiamo cuelle tot ore necessarie, in cui perfino sognamo; ma non ci rammentiamo di aver dormito, poiché dormivamo, e spesso non ci sovveniamo neppure di aver sognato. Il sogno fa parte del sonno e fa bene, anche se a volte, se non spesso, nulla memoriamo. E, vissute cuelle tot ore di sonno, ci svegliamo. Ci svegliamo un’infinità di volte dall’entrata nel mondo (ma di certo anche durante la gestazione) all’uscita. È una verità che non si dice, poiché si sa. Si dormirà e si sognerà anche nell’oltremodo. Cuindi da cuali sonni e sogni dobbiamo svegliarci Dobbiamo semplicemente sapere poche cose importanti, il resto è facoltativo. Ma anche cueste poche cose le sappiamo: la Terra, come tutti i corpi celesti, meteoriti e altro compresi, gira su sé stessa alla velocità che le garantisce di non disintegrarsi. Il nostro pianeta e il suo intero contenuto, noi inclusi, girano attualmente a 1.700 chilometri all’ora, cuanto basti perché non ce ne rendiamo conto e per vivere nell’illusione di essere fermi, di spostarci cuando vogliamo e perfino di fantasticare che la Terra è piatta, ferma e soggetta alla ronda del Sole. Semmai è cuesta l’unica Illusione da cui svegliarci, ma non serve, poiché l’Illusione persisterà, come, pur sapendo (io lo so, ma voi?) che non è vero, persiste l’illusione che il Sole sorga a Est e tramonti a Ovest. La realtà è cuesta: pur sapendo molto a livello intellettuale, continuiamo a credere a cuello che i nostri occhi continuano a vedere: il Sole, per esempio (l’esempio per antonomasia!), che gira intorno alla Terra venticuattr’ore su venticuattro! Ecco allora che «la Verità (che) non fu mai detta» non serve dirla, poiché ciò che si vede e si sente è in eterno la vera grande Illusione.

04 gen ’24 — Ungaretti: «M’illumino d’immenso». Io sapevo che lo poetò Leopardi… Forse lo fantasticarono tutti e due. E io m’illumino d’ignoranza. Nella mia ignoranza suggerisco, a chi piace smarrirsi nelle selve oscure dello spazio infinito e senza tempo, che, prima di cercare un pianeta uguale o simile alla Terra, deve sapere cuanto mi sembra non sappia… Non basta trovare un nuovo, ma invero vecchio, sistema solare. Cuesto deve trovarsi in uno Zodiaco, avere le dodici costellazioni zodiacali fisse che contornano il Sole, e dodici gruppi stellari che gli rivoluzionano attorno in senso orario, di cui uno comprende un astro detto Stella polare che determina lo spostamento dei poli del pianeta. Altrimenti, ciò che si pensa di aver trovato non è né un sistema solare né un corpo celeste che potrebbe paragonarsi alla Terra. 

03 gen ’24 — Oggi Sole, caldo e neve montana disciolta, almeno da dove io guardo… Primavera in anticipo? Nulla ci sarebbe di strano per chi sa. Chi non sa, si ritenga da ora informato. Non sarebbe la più innaturale delle ingiustizie se metà della Terra conoscesse in eterno le stesse positive condizioni meteorologiche, climatiche,… e l’altra metà sempre le medesime condizioni meteorologiche, climatiche,… negative? Ma in realtà non è così, grazie allo spostamento dell’asse terrestre o, meglio, dei poli Artico e Antartico, di circa 1 m l’anno. Nulla è lasciato al caso, se con caso si intende ciò che si intende. Per esempio, dall’anno 1 dopo Cristo alla fine del 2023, i poli terrestri si sono spostati di 2023 metri. E molti, per non dire tutti, stanno a incriminare i vari tipi di contaminazione a opera umana, distraendosi così da una realtà che, se si fosse davvero intelligenti, potrebbe esser prevista, e si porterebbe in salvo il maggior numero possibile di animali e esseri umani. Inoltre no!, l’asse terrestre gira non come il manico del vecchio macinacaffè in un ciclo di 26.000 anni, creando il famoso cono speculare, bensì come una lancetta del vecchio orologio, in senso orario, in un ciclo di 40.075.000 anni corrispondenti ai metri della circonferenza della Terra. Perciò, a metà ciclo, i poli si ritrovano capovolti, fenomeno impossibile nel ciclo dei 26 millenni: se succedesse, sarebbe un evento davvero apocalittico, poiché in un tempo inimmaginabilmente breve gli artici si ritroverebbe al Sud e gli antartici al Nord… Arrestare tali e simili fenomeni, come sembra suggerire la letteratura fantascentifica, scatenerebbe la vera fine del mondo. E se l’età della Terra è davvero di 4.500.000.000 di anni, i cicli polari sono circa 112. Ciò mi porta ancor di più a dubitare di molte cose… Se si considera il ciclo dei 26.000 anni, i cicli sarebbero più o meno 173.076. Cuesto ciclo è non effettivo, ma convenzionale poiché, secondo la tradizione, ogni più o meno 2000 anni (ai cuali corrisponde uno spostamento dei poli di circa 2000 metri) nasce, per davvero o meno, un salvatore del mondo. Chi verrà, o è già in… fasce, dopo Gesù?

01 gen ’24 — Il significato teorico di «politicamente corretto» — «L’espressione “politicamente corretto” è un calco dalla locuzione angloamericana “politically  correct”, dall’inglese “political correctness”, termine che designa una linea di opinioni, un orientamento ideologico e un atteggiamento sociale con lo scopo inteso soprattutto a rifuggire l’offesa o lo svantaggio verso determinate categorie di persone all’interno di una società; una condotta, un comportamento, un modo di dire improntato al pieno rispetto dell’identità politica, etnica, religiosa, sessuale, sociale, ecc. di altri soggetti; atteggiamento di rispetto nei riguardi dei diritti delle minoranze e dei gruppi socialmente più deboli». Purtroppo il significato pratico di «politicamente corretto» è — mi vocia all’orecchio il 1° del 2024 —: fottersene del significato teorico e comportarsi esattamente come i politicamente scorretti (vedansi, per esempio, le varie censure letterarie, cinematografiche,… e i vari atti di vandalismo ai danni di opere d’arte non soltanto sacra. Ovvero il «politicamente corretto» si avvera essere, in pratica, un altro apparentemente lodevole eufemismo; apparentemente, sì, come lo è ogni eufemismo. In realtà, chi lo usa offende, in modo subdolo, perfino le stesse persone che vorrebbe difendere, rendendole complici dei misfatti che egli attua, fingendo di farlo per la loro difesa; a meno che a cueste persone piacciano le fiorentine che egli adagia sui loro occhi. Il «politicamente corretto», come ora viene praticato, vuol dire, correzione politica, nel senso di castigo politicamente inflitto. Fa male sentire e vedere come non si capisca che le opere d’arte non debbano essere censurate o distrutte, il loro compito vero essendo cuello di ricordare che i vari esempi negativi non vanno seguiti; e come cualuncue parola eufemistica e cualuncue eufemismo siano vere e proprie prese per il culo.

01 gen ’24 — Il mio primo pensiero dell’anno 2024. Bo’! Pensavo, credevo, speravo,… che «guerra chirurgica» volesse finalmente dire vero progresso bellico: soltanto una «festa pirotecnica», poiché ormai a nessuna costruzione si arrecherebbero danni! Basterebbe che gli esseri umani, non suicidi, si rintanassero in casa… «La rosa nera — Una rosa di sera / Non diventa mai nera / Hanno distrutto il nido ad una rondine / Hanno gettato un sasso fin lassù / Hanno tagliato le ali a una farfalla / E la farfalla non si muove più / Stanno cambiando il mondo / Stanno uccidendo me / Ma una rosa di sera / Non diventa mai nera / Hanno portato un uomo alla frontiera / E da quel giorno non si è visto più / Hanno gettato inchiostro nel torrente / E nel torrente non si beve più / Stanno cambiando il mondo / Stanno uccidendo me / Ma una rosa di sera / Non diventa mai nera / E tutto va, e tutto va / Finché la terra non scoppierà / E tutto va, e tutto va / Finché la terra non scoppierà / E tutto va, e tutto va / Finché la terra non scoppierà / E tutto va…». La canzone di Gigliola Cinquetti è uscita nel 1967. Il 1968 doveva essere l’anno in cui si sarebbe dovuto iniziare a ripristinare il Paradiso terrestre… Invece l’Inferno ha continuato ad aprire sempre più le sue porte, fino a spalancarle: ancora anche la scenza colpevole o soltanto complice, il che è peggio. «Una rosa di sera non diventa mai nera». Ogni cosa (sicché pure una rosa) di sera non diventa mai nera, quando è fosforescente o quando, pur poca, c’è luce. Infatti il testo recita: «Una rosa di sera» e non «una rosa nel buio». Ogni cosa nel buio si confonde con esso, per cui essa non si vede più finché impera il buio. Bo’! — dicevo — Pensavo, credevo, speravo,… che «guerra chirurgica» volesse finalmente dire vero progresso bellico: soltanto una «festa pirotecnica», poiché ormai a nessuna costruzione si arrecherebbero danni! Basterebbe che gli esseri umani, non suicidi, si rintanassero in casa… Vi si sarebbe dovuto ricorrere già da decenni… Un’altra mia ingenua illusione (l’illusione è, in ogni caso, ingenua) circa l’intelligenza umana, anche scentifica! Invece con la «guerra chirurgica» si intende un «nuovo tipo di guerra» con il cuale «si vorrebbero colpiti solamente obiettivi limitati», ma non si precisa se unicamente cose o se anche esseri umani. Le guerre in atto, oltre a non essere chirurgiche neppure nell’accezione legale (già, legale! Nessuno si scandalizzi! Si risulterebbe soltanto ipocriti, poiché nessuna guerra esisterebbe se non fosse legalmente benvista, benaccetta e se non convenisse perfino a molte organizzazioni umanitarie). Le guerre in atto — dicevo —, oltre a non essere chirurgiche neppure nell’accezione legale, costituiscono un pretesto per usare e distruggere le vecchie armi rimaste da conflitti bellici precedenti, cosicché in cuelli successivi saranno testate e fatte fuori cuelle nuove che, nel frattempo, saranno già diventate vecchie… Buon Anno a tutti e continuiamo a illuderci (come ogni anno, già da miliardi di anni) che sarà migliore… Non esiste il passato, se non nei ricordi; e non esiste il futuro, se non nell’illusoria speranza o nell’illusione speranzosa. Se si vuole davvero migliorare «passato» e «futuro», si zappi, si semini, si coltivi e si raccolga bene nel Presente!  

23 dic ’23 — Se invito a casa un vero islamico, devo farmi trovare vestito come lui? Devo nascondere il Crocifisso appeso alla parete (a parte che non ne ò, tranne cuello del rosario benedetto da papa Francesco in ringraziamento per una mia raccolta di racconti inviatagli in omaggio)?Devo tappezzare le pareti con simboli musulmani e immagini di Maometto senza testa? Devo far sparire dagli scafali della biblioteca la o le bibbie e sostituirle con varie edizioni del Corano? Ecc. ecc. ecc.? Credo che egli mi prenderebbe per scemo, se io lo facessi e avrebbe assolutamente ragione. Se mi invitasse lui a casa sua, non mi farebbe di certo trovare… Siamo seri! E non facciamoci ridicolizzare dai veri islamici. Purtroppo sono il politicamente corretto e la farsa dell’inclusione che esigono cuesta pagliacciata. Tutte le vere Religioni ànno il diritto di esistere e di condividersi anche perché, in prima e in ultima analisi, vogliono Tutte la stessa Cosa: l’Amore fraterno incondizionato! Lasciamo perdere i vari Errori religiosi del Passato di alcuni malintenditori di ciò che è realmente la Religione!

22 dic ’23 — Sembra che gli antichi babilonesi facessero erastìa (amore carnale) ovuncue (perfino sui tetti), senza nascondersi e in cualsiasi momento. Allora immagino che l’antica Babilonia conoscesse meno conflitti, meno gelosie, meno femmini- e ominicidi, meno malattie mentali, e, forse, perfino meno malattie sessuali, poiché fare l’amore non veniva considerato un atto sporco, patogeno; e meno guerre giacché non si aveva bisogno di vivere l’amore carnale attraverso la simbologia fallica delle armi che sverginano la vita e procurano la morte, visto che si davano e davano la «morte» come, dove e cuando volevano.

21 dic ’23 — Se lo si volesse cercare per davvero, in ogni uovo si troverebbe un pelo, perciò anche nell’uovo di nome Scenza. A meno che non la si antropomorfizzi, Essa non apre bocca. Chi la apre, anzi la spalanca è l’uomo inventore anche di cuesta disciplina. E da cuando la Scenza dice o asserisce, si è più disorientati di sempre. A dire, a affermare, a sostenere,… è la Realtà o la Natura o l’Universo o… Dio. Inoltre non si confonda neppure la Scenza con l’altra disciplina chiamata Tecnologia che, da un bel po’, accentua il disorientamento umano. La Realtà o la Natura o l’Universo o… Dio vuole, per esempio, che la femmina del genere umano possa provocare l’aborto, perché la donna possiede un ambiguo potere assoluto; e, se è vero che si possiede altresì il Libero Arbitrio, lei dovrebbe poter scegliere: in cuesto caso, di concepire in modo consapevole, evitando — tranne in casi estremi — di abortire. L’unico modo di evitarlo è astenersi dall’attività sessuale; ovvero, per intenderci, rinunciare al coito vaginale. Tra l’altro si risparmiano soldi, non dovendo ricorrere né alla pillola né a alcun altro contraccettivo. Nonostante la Scenza, si ignora che «l’attività sessuale» è riservata esclusivamente alla procreazione. Tutto ciò che nulla spartisce con il concepimento non è sessuale: è erotico. La Realtà o la Natura o l’Universo o… Dio non proibisce l’erotismo, anzi l’à «inventato» affinché si regoli naturalmente la natalità. E l’erotismo non à sesso e, dalla maggiore età in poi, neppure età. Duncue l’essere umano femmina (forse anche la femmina del regno animale) possiede pure il potere di togliere la vita. Perciò, fin dalla notte dei tempi, la donna fa paura e non soltanto al maschio, insegnandogli perfino che uccidere è normale. Soluzione? Cioè non l’avete letta?…

18 dic ’23 — Buon Felice e Sano Ritorno, ovunque sia avvenuto! O, in attesa di un’ennesima evolutiva Reincarnazione, Sereno Riposo nella Luce! Invece è probabile che il Tuo io-spirito sia stato fatto traghettare là dove Religione o Cultura vuole, facendogli raggiungere altri io-spirito e cuello di colui che cuesta volta fu Tuo marito, mio Papà. Come ò lasciato libero il Suo Io-Anima, così lascio libero il Tuo, Mamma! «Lasciate che i morti sotterrino i loro morti!» (Gesù). Conoscevi il mio pensiero relativo alla Reincarnazione e ad altro. L’ài sempre rispettato, per cui mi sento di lasciare anche a Te — in cuanto Io-Anima — la Libertà di proseguire la Tua Evoluzione: non Ti tratterrò. Ogni Io-Anima à il Suo Cammino Evolutivo da continuare: rimanere legati a cose e ad affetti terreni ritarda l’Evoluzione, sia dell’Io-Anima dipartito sia degli Io-Anima che restano. E nessun Io-Anima andato deve ascoltare i «Riposi in pace!», poiché deve perseguire la sua Evoluzione, cuindi rimanere attivo. Forse Tu e io (entrambi in cuanto Io-Anima), in cuesta vita ci siamo rincontrati e riamati, ma in ruoli diversi, però vitali per l’Evoluzione del Tuo Io-Anima e del mio, raccogliendo, anche stavolta, magari soltanto parte del nostro carma. Carma significa cualsiasi azione. Cualsiasi azione produce un effetto, una conseguenza, una reazione. E succede che l’effetto, la conseguenza o la reazione non sia sempre uguale all’azione (ciò vuol dire che, per esempio, dalla messa in terra di un dato seme potrà spuntare un tutt’altro fiore o frutto…): anche la scenza afferma che capita che una reazione sia contraria all’azione. Perciò, in definitiva, carma significa «azione e effetto/conseguenza/reazione». L’Informazione data è duncue cuella che si dovrebbe cercare sempre di seminare il bene, e accettare serenamente che possa succedere che produca il male, poiché non tutto il male vien per nuocere… Invece continuando a seminare sempre o spesso il male, il fatto che, ogni chissà cuando, succeda che la reazione risulti contraria all’azione avrà assai poco impatto. Da miliardi di anni non c’è alcun obbligo a praticare il bene o il male. La Realtà informa semplicemente che succede così, se ci si comporta così; e cosà, se ci si comporta cosà. Alla persona, da zero anni all’eternità, sta capirlo e scegliere da che parte stare. Tornando al primo discorso, dico che, tuttavia, non significa non esserci tristezza e dolore. Vuol dire accettare l’Evento, senza ossessionarsi a risaldare l’anello di una catena ormai spezzato, per non fare del male né a Chi è dipartito né a sé stessi. I «Riposi in pace!» provano che non si crede realmente in alcun aldilà. Anche se non se ne è davvero consapevoli, con il «Riposi in pace!» si afferma che tutto finisce con l’arresto di tutti gli organi: cervello, cuore e il resto; e che ora la spoglia riposa inerte sottoterra. Ma neppure cuesto è vero, poiché anche l’io-corpo continua a «lavorare» per ridursi in polvere, aumentando così il volume del pianeta. Perciò gli io-corpo dovrebbero essere consegnati al grembo terreno nudi, o forse anche vestiti, ma non rinchiusi in una bara; o, come in altre culture, cremati per disperderne le ceneri nel vento che le spargerà per il mondo. Inoltre non è né insano né malsano il nostro «menticare» i Dipartiti, cioè il custodirne, nella mente, la memoria, la rammentanza, il ricordo, la rimembranza. Ma sono insani e malsani il non dimenticare le loro negatività e il tenerLi legati a noi perché ci mancano: prima di intralciare la loro Evoluzione, il non dimenticarle e l’ancorarLi a noi e al mondo ci incancreniscono. E, parafrasando la formula nuziale e la battuta verdoniana, ormai celeberrime, è davvero salutarmente educativo assimilare il fatto che cualuncue tipo di rapporto interpersonale, come pure fra le persone e le cose, inclusi gli animali, duri «finché morte (o fine) non separi» o sia «eterno finché dura»; tra l’altro, si eviterebbe di uccidere o per gelosia o perché si è venuti lasciati. Il giurare ad una persona un «amore eterno», per esempio, condiziona chi l’à giurato a più di un’esistenza di solitudine, poiché il «rincontro» avverrà, sì, ma non «domani» e non sarà sempre possibile riprendere il rapporto da dove si è interrotto: chissà cuante vite passeranno… Tal giuramento può perfino determinare una o più reincarnazioni svantaggiate, addirittura fisicamente, affinché chi avrà promesso un «amore eterno» non venga considerato da Amor che rimarrà pur sempre il divin bambino capriccioso che, allenandosi ancora a dardeggiar bendato, manca spesso e volentier bersaglio… — Post scriptum: l’io-spirito smette di esistere l’istante in cui si trasforma in materia, come il seme diventando pianta. La materia (seme, pianta od altro) è la trasformazione di vari io-spiriti. Cuello che poi riviene chiamato «spirito» (come visto, preferisco «io-spirito») o «fantasma» («io-fantasma») è soltanto la copia idealizzata della forma materiale che si immagina si stacchi alla morte della materia (seme, pianta od altro) e raggiunga l’aldilà che è un’altra architettura dell’immaginazione umana. Cuanto invece se ne diparte davvero è l’Anima (l’«Io-Anima»), come un conducente che abbandona il suo «mezzo di trasporto» poiché ormai non funziona più (defunto). L’io-spirito o l’io-fantasma porterà con sé anche il nome dato al «mezzo di trasporto» (all’io-corpo). Invece l’Io-Anima memora tutti i «mezzi di trasporto» (gli io-corpo) avuti, ma non è nessuno di essi: è il Conducente senza nome, però memore di tutte le vite precedenti; e, a ogni esistenza, tornerà a guidare un nuovo «mezzo di trasporto» appena venuto al mondo. Rinascendo, dimentica tutto del passato, dovendo rieducarsi a crescere; ma ciò non significa che non raccoglierà nella vita in atto cuello che ha seminato in altre. Cuesta sorta di smemoratezza è una vera e propria benedizione: la mente non riuscirebbe a gestire o a sopportare la probabilmente infinita cuantità di karma anteriore. Tuttavia l’Io-Anima si serve del cuore e del corpo per raccogliere, attraverso il ricordo e la rimembranza, parte di uno o di alcuni «seminati» avvenuti in altre esistenze. I ricordi e le rimembranze sono memorie non coscienti, ma vaghe, cioè di cui non si è completamente sicuri. Se non si è assolutamente certi di un fatto, si dovrebbe dire: «Ricordo…, mi ricordo… Rimembro…, mi rimembro…». Se se ne è sicuri al 100% o più, si dovrebbe dire: «Rammento…, mi rammento». Non sarà un caso se la lingua italiana (e forse anche altre?) possiede tre verbi: ricordare, rammentare e rimembrare, per esprimere tre realtà diverse, anche se l’usanza vuole che significhino la stessa cosa e che si preferisca il verbo «ricordare». L’Io-Anima, onde evitare che la mente «esploda», cuando occorre si serve del cuore e delle membra per risolvere conti che, spesso a causa della tirannia del tempo nel passato, sono rimasti in sospeso… Tutto cuello che si fa o si subisce e che sembra assurdo, anche se si riesce a spiegarlo attraverso alcune scenze, è carma anteriore che si restituisce o si raccoglie. Sono convinto che se se ne tenesse conto, si potrebbe sia evitare coscentemente di vendicarsi, sia irrobustire la «viziosità» del Circolo del Bene.

07 dic ’23 — Possiedo due bibbie, una in lingua italiana («La Sacra Bibbia» pubblicata nel 1957, annotata da Giuseppe Ricciotti) e una in lingua francese («La Sainte Bible» pubblicata nel 1961, tradotta sotto la direzione de La Scuola biblica di Gerusalemme). Nel primo testo (cuello della creazione del mondo avvenuta in sei giorni, che si dice essere recente rispetto allo scritto dell’eden che, perciò, ora è declassato a secondo capitolo), in italiano e in francese non si parla né di Eloah, capo degli Elohim, né di cuest’ultimi, che sarebbero gli alieni «arrivati dal cielo». Cuale celo? Loro avrebbero creato il celo, la Terra e il contenuto del pianeta, pertanto anche l’uomo: cuanti sono i pianeti estraterrestri abitati e i celi? E, soprattutto, chi avrebbe creato la prima razza aliena? Domanda, cuest’ultima, che nessuno si pone, tranne me… Nelle bibbie citate, nell’attuale primo capitolo, si parla non di Eloah né di Elohim, bensì di Dio, cioè della Luce, dato che «dio» vuol dire «luminoso», «luminosità», cuindi Luce. E crea soprattutto con il «suono», la «parola», il «verbo», cioè con la Grande Esplosione. Infatti l’autore dell’attuale primo brano de La Genesi, persona dal sapere scuisitamente scentifico (per chi sa leggere), scrisse che «Dio disse: …» (la parola è l’esplosione del pensiero!), «… e così fu». E, venuta l’ora di creare l’uomo, l’autore scrisse non «Eloah disse agli Elohim: “Facciamo l’uomo”», ma «Dio disse: “Facciamo l’uomo”». A chi Luce lo disse? Dovendo altresì l’uomo essere un microcosmo, Luce «creandolo» lo «disse» a tutte le sue precedenti «creature», dal celo all’ultimo essere vivente, cosicché anche gli esseri umani racchiudessero in sé il macrocosmo per riconoscersi anche negli altri esseri viventi e nell’universo; altrimenti sarebbero stati pesci fuor d’accua. E poi lo diverranno, purtroppo, cuando dimenticheranno di essere anche loro Luce. In definitiva, noi non siamo un esperimento degli alieni, ma la conclusione di un processo evolutivo della Luce o chiamatela pure come vi pare: Dio non si offenderà di certo. Finché pure gli scenziati rimarranno abbottonati allo scimpanzé e all’idea che l’essere umano non sia mai stato l’intelligentone cual è soltanto da cualche decennio o secolo, non si avrà altra scelta se non cuella di credersi creati dagli evoluti, progrediti in tutto, perciò intelligentissimi testoni alieni…

05 dic ’23 — Il mio primo pensiero da settantaduenne! Il professore lo lascio fare a… te, seppur possa non sembrare; e anche il saggio convenzionale… La religione, mitologica o filosofica, la mitologia sacra o profana, i filosofi religiosi o scentifici e la scenza religiosa, mitologica, filosofica e ateista professano tutti lo stesso monito: evita, cuanto più tu possa, di compiere azioni negative sia nei tuoi stessi riguardi sia nei confronti altrui e delle cose, poiché «non esiste né causa senza effetto né effetto senza causa». Inoltre non si sa cuale delle azioni possa avere una reazione contraria, per cui, nel dubbio, astieniti dal commettere atti di cui nessuno è certo dell’impatto positivo. Anche la scenza ti istruisce nel fare sempre del bene per il bene di te stesso, di tutti e di tutto. Invece perfino nella scenza, che avrebbe potuto realmente salvare il mondo, non ài creduto. La terra, ormai dissanguata, non potrà più sostenere le tue azioni negative. Anche l’elettrico ne è una, poiché si stanno esaurendo — se non si sono già esaurite — le materie prime che lo permettevano. Perché credi che tu stia facendo di tutto e di più per concuistare lo spazio? Lo fai allo scopo di cercare materie prime che alimenteranno la tua illusione che l’elettrico non incuini, cuando invece per produrlo non esiste un procedimento che non continuerà a contaminare, anche se, girando costantemente a 1.700 km/h, il pianeta dovrebbe disincuinassi da sé. Purtroppo cuesta velocità, alla cuale la Terra gira su sé stessa, non riproduce le materie sfruttate…

04 dic ’23 — Richard Feynman (1918-1988), fisico e divulgatore scentifico statunitense, insignito del Premio Nobel per la fisica nel 1965 per l’elaborazione dell’elettrodinamica cuantistica, avrebbe detto (non si è più certi di chi disse cosa): «Il problema è non l’ignoranza, ma quel tanto d’istruzione che basta affinché si creda a ciò che viene insegnato, da non poterlo mettere in dubbio» (mia modifica. Il testo originale, ammesso ma non concesso che lo sia, recita: «Il problema non è che le persone siano ignoranti. Il problema è che le persone sono istruite quel tanto che basta per credere a ciò che è stato loro insegnato e non abbastanza istruite per mettere in dubbio qualsiasi cosa da ciò che è stato insegnato loro»). In ogni caso, l’osservazione è più intelligente dell’altra che vuole stupidi gli ignoranti perché non dubitano…

03 dic ’23 — In tre giorni si arriva sulla Luna, coprendo una distanza di circa 380.000 km. Ma il nostro satellite si trova alla distanza media di circa 384.400 km che può arrivare fino a circa 450.000 km… La Luna terrestre compie «la sua rivoluzione intorno al pianeta in circa 27 giorni e 7 ore. Ciò alla velocità di circa 1.027 km/s, quando si trova più vicina alla Terra, e di circa 0,96 km/s, quando si trova più lontana dalla stessa». Stando a ciò che mi è dato leggere, «le navicelle Apollo ci mettevano circa 3 giorni a giungere sulla Luna, coprendo una distanza di circa 380.000 km. In certi momenti raggiungevano una velocità di 8 km/s, pari a oltre 28.000 km/h». Bene, se tutto ciò è vero, ò appena dimostrato, senza ricorrere a vari e svariati complotti anti-NASA, come l’uomo non abbia mai messo piede sulla Luna che corre «a circa 1.027 km/s, quando si trova più vicina alla Terra, e a circa 0,96 km/s, quando si trova più lontana dalla stessa». La Luna si trovava più vicina alla Terra «il 21 gennaio 2023. Ciò si ripete ogni 992 anni. La distanza minima raggiunta dal satellite è pari a 356.568 chilometri». Inoltre sembra che «2,5 miliardi di anni fa la Luna fosse 60.000 km più vicina alla Terra, e che se ne allontani 3,8 centimetri all’anno». Nell’apogeo, punto in cui la Luna si trova più lontana dalla Terra, il satellite ne dista circa 450.000 km. Pur sfrecciando a oltre 8 km/s, una navicella Apollo non avrebbe potuto raggiungere la Luna che rivoluziona a circa 1.027 km/s cuando è più vicina alla Terra o a circa 0,96 km/s cuando ne è più lontana. Sebbene entrasse nell’orbita lunare, la navicella viaggerebbe in ogni caso a circa 8 km/s… O allunerebbe perché il satellite la risucchierebbe? E, molto probabilmente, i dubbi valgono ancora di più per Venere, per Marte e per altri miti scentifici, come le nuove galassie e i nuovi e vecchi universi… Anche gli scenziati dimenticano facilmente o, peggio, omettono di considerare il fatto che «eppur si muove» e gira tutto, anche loro. L’era della fantasia visiva si è aperta con il computer (dal 1833), il cinema (dal 1895), la televisione (dal 1927) e spalancata con l’intelligenza artificiale (dal 1950). Se una volta si dovevano immaginare gli asini volanti, ormai li fanno vedere che volano. Minchia che riflessione a due giorni dal mio 72esimo compleanno! Tuttavia non escludo che abbia cannato tutto, poiché io, la matematica e il resto non siamo veri amici…

(Continua…)

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