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Pubblicato il 15 gennaio 2018 — Dan Spiz:  «Meravigliosa poesia dell’eclettico  Acreàstro Ennannellòro». Voce di Dan Spiz. Video a cura di Vincenzo Cantatore «Airone». Licenza YouTube standard

Nel 1981, tre mie poesie premiate: diploma e targa, dalla «Fraterna Unione Artisti Italo-Svizzeri», Ponte Tresa (Svizzera). «Notevole la facilità di trovare delle rime che danno musicalità alle sue liriche», così la giuria riferendosi a «Nell’Infinito». Modifico poi il testo varie volte e l’accorcio perfino. Riformo l’ortografia l’anno 1989, nel romanzo «La chiameremo Atanàsia», per cui nei versi seguenti rispetto le regole ortografiche convenzionali.

Nell’Infinito
(Lugano, aprile 1981)

Sta spirando la sera. Nell’aria, quel buio dilaga.
Si spalanca la notte. Quel nero, di stelle, divaga.
Vi si conia la Luna. Nel cielo: monete d’argento!
E si sente sbuffare qualcuno, ma non è quel vento.

Ben si sa che quel cane, pur solo, riceve carezze.
Ma quest’uomo, nel buio, da solo, respira tristezze.
Così ricco d’affetto, nel vento, vulcano d’amore!
E nessuno si cura se ride, se piange, se muore.

Chi non sa che quel cielo non ha mai pietà per nessuno?
E quel mondo, ch’è matto, ripudia chi non è qualcuno.
Se gli volti le spalle, sai, non si scompone nemmeno.
Dirà, forse, soltanto: «Fra i piedi, qualcuno di meno».

Io spazio già. Sconfino là
nell’Infinito per vivere di Sé,
dove l’uomo e la sua storia non contano. Tu…
non sei quell’anima. Tu sarai l’Anima!
Nessun passato, nessun futuro!
Ma quel Presente, sì quel Presente! Poi nulla più!
La tua storia principio non ha mai
dove crollano lentamente le mura che tu sai.
E quel mondo cambia faccia, sai perché…
Quel fastidio di vivere, ti stai chiedendo: «Dov’è?».

E sbadiglia quel giorno. Nel cuore, quel Sole sfavilla.
Quella sfera di Luce non è più soltanto scintilla.
Già si schiude quel mondo. Presenta quel volto diverso. 
Con il cielo, le cose, la gente, dal cuor io converso.

Chi non sa che quel cane, pur solo, riceve carezze?
E quest’uomo sospira tuttora per mille tristezze.
Ma più ricco d’affetto, per tutti, sorgente d’amore!
Non importa se di lui qualcuno racconta che muore!

Io spazierò. Sconfinerò nell’Infinito…
Poi quel mondo cambia faccia, sai perché…
Quell’affanno d’esistere, stai già chiedendo: «Dov’è?».
Mediterò. Sconfinerò nell’Infinito…
Sì, quel mondo cambia faccia, sai… perché
quella smania di fuggire non ha più senso per te.

L’Infinito produce nell’uomo quest’altra visione.
E quel mondo t’ispira d’un tratto la dolce canzone
d’una vita serena che godi vivendo l’istante,
e l’Assoluto… sai già che non è poi così distante!

Sta spirando la sera. Nell’aria, quel buio dilaga.
Si spalanca la notte. Quel nero, di stelle, divaga.
Vi si conia la Luna. Nel cielo: monete d’argento!
E si sente soffiare qualcuno. Ma sì ch’è quel vento!


Voce di Dan Spiz. Video a cura di Vincenzo Cantatore «Airone».

Credo scentifico
(13 febbraio 2018)

E cuando infine la certezza era
che nel celo non dimorano gli angeli, 
sorgono loro a saettare che non esistono
neppure le stelle: sono luce riflessa,
spentesi miliardi di anni or sono.
Anche noi siamo spettri siderali,
per cuesto ogni cosa che sentiamo,
per cuesto ogni cosa che sentiamo,
pensiamo, diciamo, facciamo,… è vana.
Ci siamo estinti allora con esse.
Siamo soltanto spasmi luminosi,
figure virtuali che si credono vere.


Perché credo in colui che ha fatto il mondo — Professor A. Zichichi
(Video trovato, per caso?!, il 20 febbraio 2018)

Anche un bimbo di meno di 3 anni capisce che esiste inconfutabilmente la Causa prima. AE

 

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