Riflessione

Perché si crede nel Dio padre,…?

Se si riflette per un attimo… Forse, per chi non è abituato a riflettere, un attimo è troppo poco. Se ognuno riflette per il tempo che gli occorre, ciascuno comprenderà perché oso affermare che è più sicuro della reale e effettiva (producente effetti) esistenza divina l’ateo o lo scenziato che non il credente.
Anni or sono mi sono posto la domanda: «Perché si crede nel Dio padre, in Maria e in Gesù?». E, riflettendo, sono giunto alla conclusione: «Unicamente perché si ritiene il primo superiore a tutto e a tutti, la seconda rimasta sempre vergine e il terzo essere l’unico figlio di Dio».
Infatti, se vi si riflette… un attimo, non si crede in loro per altro. E si tratta di una credenza che invero si perde nella notte dei tempi: tutti i popoli del dopo vero Peccato originale credono in un dio padre, in una vergine umana concepente per virtù divina e in un figlio divino. Tale credenza è una delle conseguenze rovinose del vero Peccato originale. Soltanto gli ebrei ànno una visione-concezione diversa del
figlio di Dio, che è invero cuella esatta, anche se consideravano (e considerano ancora?) incoerentemente che il figlio di Dio fosse (sia?) un bestemmiatore. O forse era (e è ancora?) il nemico (cualche popolo pagano o il popolo cristiano?) a costringerli a dichiarare bestemmiatore il figlio di Dio secondo la loro definizione.
Il vero Peccato originale, commesso milioni o miliardi di anni addietro, è il rovinoso Errore preadamitico. Esso à ottuso i cincue sensi umani. Da allora l’uomo è svantaggiato nell’udito, nella vista, nell’odorato, nel gusto, nel tatto e, cuindi, nella
comprensione. Egli non sperimenta più l’essenza universale, ovvero è come una goccia oceanica che vive fuori dall’oceano. Dal vero Peccato originale in poi, sente, vede, odora, gusta, tocca e comprende soltanto la superfice di tutto. Pertanto, non percependo più realmente e effettivamente la Sostanza infinita, l’individuo del genere umano ne interpreta male ogni di lei manifestazione o, meglio, trasformazione.
Così, via via, la mente umana è andata concependo e partorendo dèi e esseri simili o meno per giustificare, più che spiegare, ogni fenomeno che non afferra più o che intuisce possa usare per dominare soprattutto negativamente cose e esseri.
Il Sole, il luminare maggiore e cuindi il più luminoso di tutti gli altri corpi celesti, sarà probabilmente, anzi di certo il primo a esser definito «dio», cioè «essere luminoso», perciò visto, dopo il vero Peccato originale, come essere superiore a tutto e a tutti e gli verranno attribuiti tutti i pregi e tutti i difetti dell’uomo peccatore. Ovvero sarà l’uomo peccatore a creare a sua immagine e somiglianza tutti gli esseri non terreni di cui finirà per popolarsi la mente di tutte le generazioni umane successive al vero Peccato originale. Chi sono la stragrande maggioranza degli dèi, ossia degli esseri luminosi, se non i milioni o i miliardi di corpi celesti? Alcuni per tutti: il Sole appunto, la Luna, i pianeti Mercurio, Venere, Terra (Gea), Marte,… E ognuno degli dèi o, in ogni caso, molti di loro ànno consumato un rapporto carnale con un essere a loro inferiore, e cioè umano, accoppiamento dal cuale è nato almeno un figlio. Il dio Marte à avuto due gemelli con la vergine vestale Rea Silvia: Romolo e Remo… Ciò significa che pure i cristiani non sono stati capaci di dissociarsi da cuesta improbabile
divina commedia.
Il probabile primo rimprovero ufficiale che si è ceduti al ricatto dei pagani, soprattutto di Roma, di sostituire le festività natalizie del dio Sole con cuelle cristiane della nascita Gesù — che Matteo e Luca, gli unici due evangelisti a riferirla, sottintesero che avvenne in un altro mese e in un altro anno — fu pronunciato da sua santità papa Leone, morto nel 461, dichiarando che
nelle nostre solennità di cuesto giorno molti vedono non la natività di Cristo ma il sorgere del sole. Infatti lo scopo era e rimarrà proprio cuesto: eternare il culto della divinità solare, perciò sostituito, nel corso di particolari ère, con cuello di molti personaggi fittizi o storici. Pertanto i personaggi storici (come lo era forse Gesù) e il loro salvifico Insegnamento sono finiti col diventare leggende, cuindi elementi inutili.
Ma, prima o poi, l’uomo-
figliol prodigo riuscirà a cancellare il vero Peccato originale*. Allora anche la Terra tutta riprenderà la sua formazione per completare la creazione del vero Eden. Ciò avverrà grazie ai veri Maestri spirituali, come lo fu pure il vero Gesù, cuando si avrà il coraggio di non assimilarli agli dèi.

* Il vero Peccato originale è il primo Errore umano, commesso dai preadamiti, cioè dalla gente vissuta prima di Adamo, consistito nell’illusione di poter fare a meno di una certa pratica di meditazione, forse cuella che da Gesù venne definita scenza e che gli ebrei, secondo il suo rimprovero, avevano usurpato, non vi erano entrati (cioè non la praticavano) e avevano impedito agli atri di entrarvi (di praticarla); scenza che egli riportò probabilmente alla luce, ma della cuale si ripersero assai presto le tracce. La parabola del figlio prodigo, un racconto che si dice d’origine orientale, descrive magistralmente il vero Peccato originale; peccato che l’autore o chi altri l’abbia fatto in un linguaggio popolare, rendendo cuindi il messaggio salvifico immediatamente incomprensibile.

25 dicembre 2015

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