Il sogno di Napoleone

Il sogno di Napoleone

Racconto per bambini…

Autore — Acreàstro Ennannellòro
Illustratrice — Valérie Losa
Titolo — Il sogno di Napoleone
Serie — Racconti per bambini: da 11 anni
Editore — ESG-Edizioni Svizzere per la Gioventù
Data — Settembre 2008
Dal 2010 — Disponibile anche in braille

(L’autore — Creo i miei lavori usando la mia «riforma ortografica» (qui), ma cuest’opera è scritta normalmente).

IV di copertina — Una casetta in montagna. Un anziano signore siede non lontano dal caminetto acceso. Accanto a lui è seduto il nipotino Giacomo. Il piccolo è nato con la gamba sinistra quasi completamente paralizzata. Da quando ha cominciato a voler uscire da solo, molti bambini, e a volte qualche adulto, lo maltrattano. Forse, quel pomeriggio, la nonna ha capito o che il piccolo non osa dire di avere un’idea per liberarsi dalla cattiveria degli altri o che egli non sa come metterla in atto. Ecco perché la sera, quando il nonno torna dall’aver augurato al nipotino: «Sogni d’oro!», lei dice di aver preso una decisione…

Il racconto è stato definito dall’editore «una bella storia». Nel 2017 ne sono stati venduti 112 esemplari e 1542 dal 2008 al 2017. Il titolo figura neCatalogo ESG  — catalogo distribuito in tutte le scuole elementari della Svizzera nelle 4 lingue nazionali (francese, tedesco, italiano e romancio) — anche del  2017/2018.

Il sogno di Napoleone è in vendita in tutte le scuole elementari della Svizzera e ordinabile per e-mail: office@sjw.ch; per la versione in braille: info@sbs.ch; dal 2014 è in vendita anche in rete: Il sogno di Napoleone, ma dall’estero soltanto per e-mail: office@sjw.ch

Brani tratti da Il sogno di Napoleone
Ai figli che, in questa vita, forse non avrò.

Da pagina 5:  Una casetta in montagna.
La neve ricopre già la cima dei monti più alti. Tra venticinque giorni sarà Natale. Questo è l’ultimo pomeriggio di un freddo novembre.
Un anziano signore siede non lontano dal caminetto acceso. La moglie, che è in cucina, gli porta, su un vassoio di legno, una tazza di latte caldo e un piattino di biscotti fatti in casa. Depone il vassoio sopra uno dei quattro sgabelli che attorniano il tavolo. Solleva lo sgabello. Lo avvicina al marito e torna ai fornelli. Sul pavimento, accanto al nonno, è seduto il nipotino Giacomo che ha già fatto merenda in cucina. Il piccolo è nato con la gamba sinistra quasi completamente paralizzata.
È un ometto di sei anni. Ma parla e ragiona già come uno grande. E questo non succede soltanto nei film. Il nonno lo guarda. Gli strizza l’occhio. Poi fa al bambino cenno di servirsi, d’inzuppare il dolce nel latte e di fargli compagnia.
— Grazie, nonno!… Mi racconti una storia?
— Se mi prometti che non m’interromperai con le tue domande.
— No, non te lo prometto.
— Allora niente storia.
— Si difendono così — sorride il bambino — i grandi che hanno paura di non saper rispondere.

Da pagina 6: Quest’anno il bambino è affidato ai nonni. Per impegni di lavoro, i genitori saranno assenti durante tutto il mese di dicembre. E forse anche durante tutto quello di gennaio. 
Giacomo è un ometto molto intelligente, nonostante i suoi sei anni. E capisce che mamma e papà sono costretti ad assentarsi. Fanno un lavoro che, una volta l’anno, li porta all’estero. Questa volta capita nel periodo in cui si festeggeranno Natale, San Silvestro e Capodanno. Il bambino non rimane solo, neanche stavolta. Però quest’anno non è con la bambinaia. È con i genitori della mamma. Ai nonni vuole molto bene. Loro gliene vogliono altrettanto, se non di più.

Da pagina 7: (…) Giocherellando a pettinargli con le dita i capelli e la barba, il nipotino inizia:
— Ti racconto la storia di Napoleone, un cagnolino che non è come gli altri…
L’anziano signore si mostra curioso e, impaziente, lo interrompe. In cucina anche la nonna s’incuriosisce. E tende l’orecchio, mentre comincia a fare la torta.
Il nonno interrompe dunque il nipotino e gli domanda:
— Perché il cagnolino non è come gli altri?
Il piccolo Giacomo guarda il nonno come per dirgli:
«Le persone educate non interrompono chi sta parlando».
Ma presto cambia sguardo. E scoppia a ridere. Anche lui fa così quando il nonno gli racconta una storia.
Poi risponde:
R — …
Pagine 8 e 9 — Illustrazione 

Da pagina 10: Ora il vecchietto, che con la barba e i capelli bianchi sembra Babbo Natale, depone a terra Giacomo e va a mettere altra legna sulla brace. A capire per primo che il piccolo stava parlando di sé è stato il nonno, quando è rimasto un po’ colpito dalla risposta inaspettata alla domanda: «E perché ha una gamba più corta delle altre?». E cioè: «… perché ha avuto un incidente quando era nella pancia della mamma». Tuttavia l’anziano signore ha lasciato che il bambino andasse avanti a raccontare.
Invece la nonna...

Da pagina 11: — E lasciami! La miseriaccia! In cucina ci stanno le donne.
Ricordiamo d’averlo detto che Giacomo parla e ragiona come uno grande, nonostante la sua tenera età.
— E gli uomini — esclama l’anziana signora — se ne stanno a raccontare storie!
— Sì! E ora torna in cucina!
— Tutto tua madre! — sbotta la nonna, tornando in cucina.

Da pagina 12: Nonostante tutto, il bambino insiste a non dare ascolto alla mamma. Lei non vuole che il figlioletto esca. Vorrebbe, come la mamma del cagnolino handicappato, evitare che un giorno il bambino torni a casa gravemente ferito. Invece, come Napoleone, il piccolo Giacomo scappa appena la bambinaia si assenta un attimo.

Da pagina 13: — … da quel giorno, nonno, Napoleone rimane solo. Nessuno lo guarda. Nessuno lo saluta. Tutti gli stanno lontano.
Come sappiamo, Giacomo sta raccontando la sua storia. E, dopo che la legge ha garantito anche agli handicappati il diritto di esser trattati come tutti gli altri, quanto succede è infatti che il bambino rimane da solo.
Il nonno domanda al nipotino che diventa triste:
— Vuoi dire che ormai il cagnolino…
— Ormai, nonno, Napoleone fa paura.

Da pagina 14: — Poi si osa dire che sono i bambini, i fanciulli, gli adolescenti, i giovani insomma, ad avere la mente bacata!
— Nonno, che vuol dire avere la mente bacata?
— Vuol dire avere idee sbagliate e, perciò, educare male.
— Forse, nonno, era così anche prima.
— Non capisco. Che cosa vuoi dire?
— Forse — risponde il nipotino — pure prima erano le menti bacate a educare male coloro che maltrattavano il cagnolino handicappato.

Da pagina 15: — Napoleone dice a Guglielmo: «Adesso prova a camminare!». Il malcapitato, che nel frattempo è caduto, fa fatica a raddrizzarsi. L’altro riprende a ridere e a farsi eco del cagnolino finito con una zampa in quella scatola.
— Ho capito, piccolo mio, che cosa sta facendo Napoleone; e, come dici tu, questo è un sogno. Ma, nella realtà, possiamo raggiungere il risultato che vogliamo, senza fare del male. Comunque va’ avanti!

Da pagina 16: Un rumore di passi affrettati, proveniente dalla cucina, distrae il nonno che stava per dire qualcosa.
È la nonna che torna di corsa, ma stavolta per prendere a piene mani e mangiarsi di bacetti e bacioni il viso paffutello del nipotino, il cui mento è segnato da qualche cicatrice.
— Sei davvero un genio, amore di nonna tua!
Il bambino si abbandona a tutti i bacetti e i bacioni che la nonna desidera dargli. E si diverte a ridere, contento e a sua volta affettuoso verso tutti e due i nonni.

Da pagina 17: I giorni passano e Natale si avvicina. I preparativi della festa occupano quasi ogni casa. All’infuori di don Stefano, di alcuni volontari e della nonna che ha poi coinvolto il marito e il nipotino Giacomo, nessuno sa ciò che si sta preparando per la vigilia della nascita di Gesù.

Da pagina 18: Si sta avvicinando l’ora della rappresentazione. Si comincia a sentire un rumore di porte che bambini, fanciulli e adolescenti chiudono dietro di sé.
Le vie e le viuzze non sono più coperte di soffice panna montata. Ora sono ghiacciate, perché non nevica più da alcuni giorni. Mentre, grazie a un piacevole sole, la temperatura si alza un po’ tra mezzogiorno e il primo pomeriggio, di sera si abbassa fino a gelare.
Ma stasera le strade e le stradine si colorano. E vi risuonano passi di corsa, non tutti sicuri. Parecchi ragazzi rischiano di cadere, e altri si ritrovano a terra prima che si rendano conto di star per scivolare. Però non importa. L’importante è gareggiare a chi riesce a prendere i primi posti nelle prime file.

Pagina 19 — Illustrazione

Da pagina 20: Per mancanza di spazio, gli adulti non possono assistere di persona allo spettacolo. O, forse, li si sono esclusi perché si prevede la partecipazione del pubblico e si teme che la loro presenza soffochi la spontaneità dei minori.

Da pagina 21: Un certo disagio comincia a serpeggiare sia in sala, sia nelle case. Moltissimi telespettatori normali e i ragazzi spettatori si sentono presi di mira. Ma parecchi scoppiano a ridere quando il bambino pronuncia la parola cagnolinaia. Meno male! Se tutti si lasciassero condizionare dal disagio, alla prossima battuta molti giovani abbandonerebbero la sala; e numerosi adulti normali spegnerebbero il televisore o cambierebbero canale. E sarebbe una reazione che giudicheremmo troppo infantile.
Pagine 22 e 23 — Illustrazione

Da pagina 24: Luccicano gli occhi degli handicappati rimasti a casa. Ma, da ora in poi, tutti gli altri — spettatori e telespettatori — non si lasceranno più turbare per non perdere l’occasione di capire quale messaggio si sta cercando di trasmettere.

Da pagina 25: Gli handicappati, che da casa assistono allo spettacolo, e il pubblico dei minorenni presenti in sala applaudono così forte che alla fine non sentono quasi più le mani.

Da pagina 26: Mentre i ragazzi in sala riflettono, si consultano, discutono, i telespettatori vengono intrattenuti e, perciò, distratti con alcuni primi piani del paese. Ma non si capisce per quale motivo si eviti di mostrare le vie e le viuzze.

Da pagina  27: I due piccoli spettatori tentano di mettersi d’accordo su chi parlerà per primo, e lo fanno a gesti e con cenni del capo. A un certo punto si rendono conto che molti Natali sarebbero passati prima che l’una o l’altro si fosse deciso a parlare.
Allora i due ragazzini ricorrono al dialogo: la strada che tutti dovrebbero seguire.

Da pagina 28: Il bambino esegue un gesto da maestro d’orchestra. E, insieme con il resto della platea che ha seguito attentamente il dialogo, i due ragazzini gridano: «No!».

Da pagina 29: Un bel gruppo di uomini e donne ha lavorato sinora affinché le vie e le viuzze fossero facilmente percorribili, nel caso in cui si compisse un certo miracolo. Ecco che cos’erano quelle voci, quei colpi di pala, quei motori…!

Da pagina 30: Rinunciando alla violenza, si è riusciti a realizzare lo scopo che, come Napoleone nel sogno, Giacomo voleva raggiungere facendo soffrire gli altri. Forse così si sarebbero resi conto della sofferenza e della tristezza che gli handicappati vivono quando sono sia maltrattati, sia lasciati soli. Però, anche se a scopo educativo, quella della violenza o della vendetta non è mai la via da percorrere.
Pagina 31 — Illustrazione

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© 25 luglio 2014 e-Editrice  WenneW — LEGGE 22.4.1941, N. 633 PROTEZIONE DEL DIRITTO D’AUTORE – Testo consolidato al 7.3.2008: 1. 1) Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica ecc., qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. 1. 2) Sono altresì protetti i programmi per elaboratore come opere letterarie ai sensi della Convenzione di Berna sulla protezione delle opere letterarie ed artistiche ratificata e resa esecutiva con legge 20.6. 1978, n. 399, nonché le banche di dati che per la scelta o la disposizione del materiale costituiscono una creazione intellettuale dell’autore. 2. In particolare sono comprese nella protezione: le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto se in forma scritta quanto se orale. Ecc.