Ancora paura della fine del mondo?

Ancora paura della fine del mondo

Saggio (opera che, caso vuole, rimarrà sempre attuale)

Autore — Acreàstro Ennannellòro
Titolo — Ancora paura della fine del mondo?
Serie — Saggi
Editore — Photocity Edizioni
Data — Novembre 2011
Isbn — 9788866821014

(L’autore — Creo i miei lavori usando la mia «riforma ortografica» (qui), ma cuest’opera è scritta normalmente).

Da una frase sibillina — almeno per AE lo era —: «Ariete, astronomia, costellazione nella quale, duemila anni or sono, si trovava l’equinozio di primavera», un’opera illuminante! 

IV di copertina — Ispirato dalla brevissima definizione astronomica dell’Ariete, trovata per caso ne lo Zingarelli, Acreàstro Ennannellòro scopre le ère astronomiche e, con esse, la vera fine del mondo; forse pure l’esistenza di quattro stagioni cardinali, ciò vuol dire che le stagioni sarebbero otto: quattro fisse e quattro nomadi. Trattate in modo chiaro, anche per mezzo di disegni, le ère astronomiche dell’autore svelano che la vera fine del mondo avviene ogni 2147 anni circa.
Egli scrive, tra l’altro:
«… sarebbe proprio da finti sordi e da falsi ciechi non sentire e non vedere che non esiste alcuna reale fonte d’inquinamento. Tant’è vero che sono arrivati a suggerire di cucire il sedere delle mucche. Peggio: di andare a bombardare il Sole… Se i primi a insegnarci direttamente o meno a mentire sono i genitori in particolare e i grandi in generale, se poi ripetiamo il
gioco con i nostri figli, se i nostri figli lo ripetono con i loro figli e cosí via, non stupisce che, quindi, i piú grandi (maestri spirituali [?], capi religiosi, politici, scienziati,… e furbastri vari) adottino la menzogna per dominare il popolo formato, per lo più, da persone semplici, educate a credere a qualsiasi bugia».
Sebbene sia retto da un linguaggio giustamente tecnico, ma comprensibile, questo saggio — forse unico nel suo genere — non lascia indifferenti.
Leggi
Ancora paura della fine del mondo? e poi… vivi!

Il saggio, che rimarrà sempre attuale, risulta regolarmente registrato nella banca di dati d’Alice, il Catalogo dei libri in commercio in Italia e degli editori italiani, per cui è ordinabile in tutte le librerie. Per esempio in Sicilia, a Catania:

  • «Feltrinelli», via Etnea 283
  • «Mondolibri», via Umberto I 30

In Svizzera, anche per e-mail, in due librerie di Lugano:

Basta fornire i dati seguenti: Ancora paura della fine del mondo?, saggio di Acreàstro Ennannellòro, ed. Photocity.it, Isbn 9788866821014

Ecco tre fra le maggiori librerie online, più quella dell’editore:

Brani tratti da Ancora paura della fine del mondo?

Da pagina 19: Ogni 2147 anni circa, la primavera si anticipa di un mese e, di conseguenza, ciascuna delle altre tre stagioni. Pertanto confesso che non mi è passato nemmeno per l’anticamera del cervello — come si suol dire — che, oltre alle stagioni nomadi, esistessero quelle cardinali. Questo fino al 31 maggio 2011, data in cui mi ha sfiorato, anzi direi travolto il pensiero che, se anche l’inizio delle festività natalizie si anticipasse di un mese a ogni èra astronomica, non si festeggerebbero la fine della notte piú lunga dell’anno e l’inizio di quella piú corta. Però sapevo che l’istante di questa fine e di questo inizio era proprio quello in cui la Terra raggiungeva il Perielio (Est), a mezzanotte fra il 21 e il 22 dicembre; e che tre giorni dopo, il 25, iniziavano le festività natalizie. Cioè sapevo che, da tempi immemorabili, tali feste si svolgevano in onore del natale della notte piú corta dell’anno. Cosí, dopo un lungo ruminare senz’altro inconscio, mi suggerisco d’ipotizzare l’esistenza delle stagioni cardinali. E questo avviene il 31 maggio 2011. Ma si tratta di un’ipotesi o di una scoperta?

Da pagina 126: Assistiamo da anni a una nuova versione della caccia alle streghe, le quali nulla c’entrano nemmeno stavolta. Ora le streghe siamo noi: chi in realtà niente può affinché le cose cambino. Una cosa è certa: gli adoratori della menzogna non sanno piú, per esempio, quali fonti d’inquinamento trovare per allungare le gambe alle loro bugie. … dai ghiacciai che si sciolgono e dalle acque che si innalzano, si è súbito passati alla glaciazione scordando, fors’anche volontariamente, quanto imparato già sui banchi delle elementari durante l’ora di storia o di geografia, a meno che a scuola non si insegnino piú storia e geografia. … non esiste alcuna reale fonte d’inquinamento. Tant’è vero che sono arrivati a suggerire di cucire il sedere delle mucche. Peggio: di andare a bombardare il Sole. Non passa giorno che non si scovi una nuova fonte d’inquinamento. Scopo? … Senza trascurare che mediante il cinema e, soprattutto ora, per mezzo del computer gli amatori del fantastico e dell’orrore o, meglio, del terrore ci possono mostrare di tutto, perfino il nascituro Ferrarelle che balla nel ventre materno. O, per dirla alla vecchia maniera, ci posson far vedere anche gli asini che volano. Questo i bambini lo sanno, mentre noi, adulti, beviamo tutto ciò che ci propinano come scientificamente provato.

Da pagina 134: Il vecchio calendario romano conta dieci mesi. Romolo fonda la sua città il 21 aprile dell’èra dell’Ariete del corrente, ma ennesimo ciclo delle ère astronomiche, 753 anni prima della nostra èra dei Pesci. Cioè la fondazione di Roma avviene il giorno dell’equinozio di primavera di otto-sette secoli prima dell’èra di Cristo. Dopo, con Numa Pompilio, i mesi dell’anno diventano dodici. E Gesú nasce secoli dopo, forse l’anno 6 o 5 prima della fine della scorsa èra dell’Ariete. Ma due o tre secoli dopo la nostra èra dei Pesci il vino nuovo lo si versa nell’otre vecchio. Cioè si assimila il divin Maestro ai vari personaggi mitologici, religiosi e storici di altre civiltà, in particolare di quella romana. E si stabilisce di celebrare il Natale da mezzanotte fra il 24 e il 25 dicembre al 6 gennaio, e la risurrezione in una data ogni anno diversa. Costretti o no dalle varie vicissitudini dell’epoca, i cristiani barattano la vera data dei natali di Gesú con quella delle festività dell’inverno fisso dedicate al Sole, e la vera data del ritorno dai morti (?) con quella delle feste della primavera cardinale che iniziano dopo la quarta Luna piena.

Da pagina 139: Il Novissimo Melzi, dizionario italiano, parte scientifica, editore Antonio Vallardi, Milano, XXXI edizione, ristampa agosto 1945, riassume brevemente la storia-leggenda di Romolo e Remo, i gemelli romani. Romolo uccide il fratello. Poi fonda e governa da solo Roma. Il nome della città eterna deriva dal suo primo re, il fondatore fratricida. È una storia-leggenda che, se non l’intero popolo italiano, almeno coloro che leggono o studiano l’Eneide di Virgilio dovrebbero conoscere. Io non la conosco. So soltanto ciò che gli adulti e i libri di scuola raccontano ai bambini. Miei commenti a parte, la seguente non è una vera e propria trascrizione e qualche aggiunta inerente al riassunto è frutto di un’ulteriore ricerca sempre nel medesimo dizionario.

Da pagina 153: L’esistenza delle ère astronomiche viene taciuta, magari da sempre, perché sconvolge immancabilmente perfino l’ordine-disordine convenzionale. Cioè il mondo che l’uomo è riuscito a creare nel corso degli anni, dei decenni, dei secoli, dei millenni. Ecco la vera fine del… mondo! Un ordine-disordine che abbraccia ogni campo, perciò anche quello religioso. È difficile cambiare abitudini; se poi si tratta di usi bimillenari… Per esempio (le due ère cui sto per riferirmi sono la prima dell’attuale e ennesimo ciclo delle ère astronomiche [l’èra dell’Ariete] e l’ultima dello scorso, ma sempre ennesimo ciclo [quella del Toro]); per esempio, dicevo, entrati nell’èra dell’Ariete, i popoli rimpiangono l’èra anteriore, quella del Toro. Tal rimpianto lo si incontra nel vecchio testamento, là dove lo si vede espresso nell’esecuzione del Vitello d’oro. La scultura viene poi distrutta per simboleggiare materialmente la fine dell’èra del Toro. Invece, discendente dai nati e vissuti nell’èra astronomica dell’Ariete, il popolo di Cristo non riesce a entrare in quella dei Pesci. Anche se forse inconsapevolmente, i cristiani ricordano ancora la scorsa èra astronomica, la prima dell’attuale, ma ennesimo ciclo delle ère astronomiche, quella dell’Ariete, appunto. Cosí continuano a sacrificare l’Agnello. O forse, …, affermano in questo modo, però sempre in maniera inconsapevole, che l’unico vero Gesú non è venuto al mondo nell’èra dei Pesci.

Da pagina 181: Molti anni fa in Africa, nel Congo Belga, la malattia di fine millennio è iniettata o fatta bere per mezzo di un vaccino antipolio ottenuto col sangue dei reni di scimpanzé. L’aids, che si diffonde poi anche da genitori a figli — ciò che là si verifica probabilmente ancora —, non è per natura una malattia contagiosa da rapporto intimo tra sessi opposti, ancora meno tra persone del medesimo sesso. In origine il veicolo è uno: il vaccino contro la poliomielite, appunto. Poi i mezzi di trasmissione diventano: lo sperma, l’umore anale e vaginale e il sangue. Oltre al rischio di subire una trasfusione di sangue infetto, esiste il pericolo che veniamo contagiati anche dal sangue che fuoriesce da una lesione della persona contaminata quando esso entra in contatto con noi attraverso le nostre mucose o una nostra ferita, anche piccola. L’aids la si prende comunque, in ogni caso e sempre attraverso lo sperma o l’umore anale, oppure vaginale, o il sangue di persone già colpite dal virus. Non la si contrae perché si hanno rapporti sessuali extramatrimoniali. E non la si busca perché si è omosessuali: piacerebbe a molti, chiesa cattolicoromana compresa, che questa malattia la si beccasse davvero per tal motivo.

Nel 2012, tre copie del libro sono state spedite, per e-mail e in pdf: una a Mistero, una a Voyager, trasmissioni televisive italiane, a entrambe dopo l’ultima puntata della stagione, e una a Alessandro Cecchi Paone. L’autore sta adattando il saggio in un dialogo intitolato «A Stelle e Dintorni la parola — Dialogo da una storia vera». Nel corso dell’adattamento farà probabilmente altre scoperte o, comunque, comprenderà altre cose… Errata corrige – a pagina 151, sbagliato essoterismo; corretto «esoterismo». A pagina 211, sbagliato Qui prodest?; corretto «Cui prodest?». Se vi sono altri errori, l’autore spera siano soltanto di battitura (e d’imprecisione: egli non è né uno studioso né uno scienziato).

Photocity Edizioni provvede gratuitamente anche all’invio di:

  • 1 copia alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
  • 2 copie alla Biblioteca Nazionale della Regione Campania Vittorio Emanuele III
  • 1 copia alla Biblioteca Nazionale centrale di Roma

per cui in cueste biblioteche dovrebbe trovarsi pure il mio libro.

Invece la pubblicazione è effettivamente catalogata nella collezione della Biblioteca nazionale svizzera (BN) e reperibile nel catalogo online Helveticat. Se nel catalogo la scheda non si apre, cliccate nel menu su «Indice di ricerca», poi in «Cerca categoria» selezionate «Titolo» e in «Parola chiave» inserite: Ancora paura della fine del mondo? / Acreàstro Ennannellòro

Recensioni.

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© 25 luglio 2014 e-Editrice WenneW — LEGGE 22.4.1941, N. 633 PROTEZIONE DEL DIRITTO D’AUTORE – Testo consolidato al 7.3.2008: 1. 1) Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica ecc., qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. 1. 2) Sono altresì protetti i programmi per elaboratore come opere letterarie ai sensi della Convenzione di Berna sulla protezione delle opere letterarie ed artistiche ratificata e resa esecutiva con legge 20.6. 1978, n. 399, nonché le banche di dati che per la scelta o la disposizione del materiale costituiscono una creazione intellettuale dell’autore. 2. In particolare sono comprese nella protezione: le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto se in forma scritta quanto se orale. Ecc.